Come contestare facilmente una bolletta luce e gas

contestare bolletta luce gas

13 Ott 2021

Team Switcho

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente una delle tue bollette è altissima. Se hai già utilizzato Switcho, sai di avere la migliore offerta sul mercato, il che rende la bolletta salatissima ancora più strana (se invece non l’hai fatto, inviaci la tua bolletta, così possiamo aiutarti ad ottimizzare le spese).

Se la tua bolletta ti sembra strana, puoi contestarla richiedendo una verifica al tuo fornitore. Visto che questa procedura può essere abbastanza complicata, abbiamo messo a punto una guida che ti spiegherà chiaramente come contestare le tue bollette del gas e della luce.

contestare bolletta guida

Indice:

Le cause principali degli errori in bolletta

Controlla sempre la tua bolletta, per assicurarti che il tuo fornitore non ti stia addebitando più del dovuto.

La prima cosa da fare per capire se devi contestare una bolletta luce o gas è analizzarla accuratamente. La maggior parte degli errori presenti in bolletta sono riconducibili ad una delle seguenti categorie:

  1. Richiesta di pagamento di una bolletta già pagata;
  2. Richiesta di pagamento di una somma superiore a quella stabilita;
  3. Addebito in bolletta di servizi non richiesti o previsti da contratto;

Cause meno frequenti di contestazione includono:

  • Mancata/parziale fornitura;
  • Interruzione/sospensione ingiustificata della fornitura;
  • Insufficiente trasparenza contrattuale;
  • Ritardi nella fornitura;
  • Mancata portabilità/migrazione;
  • Spese/consumi non giustificati;
  • Addebiti per recesso dal contratto di luce e gas.

Il nostro consiglio è di controllare sempre la bolletta, perché potresti spendere più del dovuto. A tal proposito abbiamo scritto un articolo che parla dei 5 errori più comuni nelle bollette di luce e gas.

Come faccio a contestare una bolletta?

Segui molto bene la procedura di contestazione perché altrimenti potresti non ricevere una risposta dal fornitore.

1. Inviare una lettera di reclamo al fornitore

Nelle sezioni successive ti spiegheremo tutto dettagliatamente, sappi però che in generale dovrai inviare una lettera di reclamo (a questo link ne trovi una standardizzata per le contestazioni luce e gas) con una raccomandata A/R (cioè con ricevuta di ritorno), da una mail pec (posta elettronica certificata), oppure tramite fax. Inoltre, alcuni fornitori offrono la possibilità di inviare la lettera di reclamo online, direttamente dal loro sito.

Sappi che i fornitori sono obbligati a darti una risposta in tempi abbastanza brevi, pena un indennizzo che si va a sommare ad un eventuale risarcimento. In questa tabella troverai le tempistiche e l’ammontare degli eventuali indennizzi inerenti ai reclami verso i fornitori di luce e gas.

IndicatoreTempistiche standardIndennizzo per esecuzione oltre lo standard ma entro un tempo doppio dello standardIndennizzo per un esecuzione entro un tempo triplo dello standardIndennizzo per esecuzione oltre un tempo triplo dello standard
Tempo massimo di risposta motivata ai reclami scritti40 giorni solari€ 20€ 40€ 60
Tempo massimo di rettifica di fatturazione90 giorni solari€ 20€ 40€ 60
Tempo massimo di rettifica di doppia fatturazione20 giorni solari€ 20€ 40€ 60

Nella lettera di reclamo, ti consigliamo di indicare quali sono le richieste che avanzi al al tuo fornitore (es., indennizzo, risarcimento, chiarimento).

2. Rivolgersi a dei mediatori per facilitare una conciliazione

Se la risposta del fornitore non ti soddisfa (oppure se non ricevi alcuna risposta nei tempi prestabiliti), puoi rivolgerti ad un mediatore – ad esempio, associazioni consumatori (a fronte del versamento della quota d’iscrizione); camera di commercio (contributo variabile); ARERA per luce, gas e acqua (gratuito); – che organizzerà uno o più incontri di conciliazione per risolvere la questione con un accordo. Il primo incontro verrà organizzato da 10 a 30 giorni dopo la richiesta.


Questa fase deve risolversi entro  90 giorni solari  dalla presentazione dell’istanza, anche se è possibile ricevere una proroga di 30 giorni per i casi più complessi.

3. Intentare causa all’erogatore del servizio

In quest’ultima fase, possibile solo dopo i primi due tentativi “amichevoli”, dovrai rivolgerti ad un giudice di pace o ad un Tribunale competente per valutare la legittimità del comportamento del gestore, giungendo così ad una risoluzione definitiva della questione.

Può interessarti sapere che se l’importo della controversia è:

  • Inferiore a  €500, puoi agire senza l’ausilio di avvocati, recandoti presso la cancelleria di un giudice di pace  per redigere l’atto di citazione;
  • Inferiore a €2500, è possibile citare in giudizio il gestore del servizio davanti ad un giudice di pace;
  • Superiore a €2500, dovrai rivolgerti al Tribunale competente tramite un avvocato.

Vogliamo inoltre sottolineare che nel caso in cui vincessi la causa, oltre a far valere il torto subito, potresti ricevere un risarcimento per spese e stress.

Contestare una bolletta di luce e gas: tempi e procedure

Per quanto riguarda le contestazioni delle bollette di luce e gas, ti presentiamo di seguito le procedure consigliate.

La lettera di reclamo, inviata tramite raccomandata A/R, con mail con indirizzo pec, o via fax, deve contenere:

  1. Dati anagrafici del titolare del contratto (Nome, Cognome, data e luogo di nascita, Codice Fiscale, ubicazione dell’utenza, domicilio fiscale);
  2. Codice POD ( per energia elettrica) o PDR (per gas);
  3. Motivo della contestazione;
  4. Fotocopia ed estremi della bolletta in contestazione;
  5. Se possibile, l’autolettura del contatore;
  6. Eventuali prove che avvalorano la contestazione: copia di avvenuto pagamento; copia di una bolletta immediatamente successiva, ecc.;
  7. Richiesta (di indennizzo, di risarcimento, di chiarimento, ecc.);
  8. Firma leggibile.

Il fornitore ha a disposizione 40 giorni per fare le opportune verifiche e risponderti (20 nel caso di doppia fatturazione). Se riconosce l’errore, ha 90 giorni per ricalcolare la bolletta ed effettuare un eventuale rimborso.

Se non ricevi risposta, o ne ricevi una che non ti soddisfa, puoi iniziare la procedura di conciliazione, rivolgendoti ad associazioni di consumatori, ad una camera di commercio, o all’ARERA (Autorità di regolazione per l’energia, le reti e l’ambiente), entro un anno dall’invio del reclamo.
Infine, se la procedura di conciliazione non ti soddisfacesse, potrai rivolgerti ad un giudice di pace, che risolverà definitivamente la questione. È utile sottolineare che qualora entrambe le parti fossero d’accordo, il giudice amministrativo potrebbe essere sostituito dall’ARERA, che acquisirebbe quindi potere risolutivo.

Informazioni utili

  • L’art. 1 c. 4 della Legge di Bilancio 2018 ha introdotto una riforma del termine di prescrizione delle bollette della luce (dal 1° marzo 2018), del gas (dal 1° gennaio 2019) e dell’acqua (dal 1° gennaio 2020), riducendolo da 5 a 2 anni. I fornitori, quindi, non possono più fare maxi-conguagli per consumi effettuati oltre i 2 anni precedenti. Tuttavia, se ricevi un avviso di sollecito entro i due anni successivi, il termine di prescrizione farà riferimento alla data di ricezione dell’avviso.
  • Le perdite d’acqua occulte sono spesso causa di addebiti maggiorati. È quindi fondamentale determinare chi è il responsabile di eventuali guasti e riparazioni: se i guasti si verificano a monte del contatore, essi sono a carico del gestore ( riferimento all’art. 2051 c.c.); se invece si verificano dopo il contatore, essi sono a carico dell’utente.
  • Perché il reclamo abbia valore legale, è necessario farlo in forma scritta ed inviarlo all’ufficio corretto.

Ecco una lista dei principali fornitori con approfondimenti sulle modalità di contestazione

Qui puoi trovare una lista con articoli che descrivono dettagliatamente le procedure di contestazione per i più importanti fornitori di luce e gas.

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