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Ecobonus 50% e 36% 2026: quali sono i lavori ammessi?

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Aggiornato il 17 Gennaio 2026

L’Ecobonus è stato rinnovato anche nel 2026: si tratta una detrazione fiscale al 50% o 36% che viene riconosciuta per gli interventi di riqualificazione di immobili esistenti. In breve: 

  • L’Ecobonus ti consente di ottenere una detrazione dall’Irpef se hai effettuato interventi di risparmio energetico; 
  • Le aliquote cambiano in base all’immobile, coprendo il 50% della spesa per le abitazioni principali e il 36% per gli altri locali di proprietà;
  • Per ottenere l’Ecobonus è necessario inviare comunicazione a ENEA e presentare la dichiarazione dei redditi. 

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Indice

Cos’è l’Ecobonus

Se hai effettuato lavori di riqualificazione energetica puoi ottenere, anche quest’anno, la detrazione fiscale conosciuta come Ecobonus. 

L’Ecobonus è una detrazione IRPEF, ripartita in 10 quote annuali, che permette di coprire alcune spese edilizie è di riqualificazione energetica. 

Nell’Ecobonus vengono ricomprese anche alcune agevolazioni che possono essere ottenute in diversi modi. Solo per fare un esempio, il bonus condizionatori 2026 può rientrare nell’Ecobonus, nel bonus ristrutturazioni o anche nel Superbonus.

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Ecobonus: quali lavori di efficientamento energetico sono ammessi nel 2026

Ma per quali interventi è possibile ottenere l’Ecobonus? Ecco i principali lavori ammessi:

  • Sostituzione di finestre, infissi e schermature solari. Infatti, spesso si parla anche di bonus infissi 2026.
  • Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a biomassa o caldaie ibride;
  • Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore altamente efficienti e impianti di riscaldamento geotermici a bassa entalpia, eseguendo sia sostituzioni complete che parziali, insieme alla messa a punto simultanea del sistema di distribuzione installato. Si parla, infatti, anche di bonus pompe di calore 2026;
  • Interventi di riqualificazione energetica dell’edificio (talvolta, l’Ecobonus viene anche definito come bonus cappotto termico 2026);
  • Installazione e implementazione di dispositivi multimediali per il controllo remoto dei sistemi di riscaldamento;
  • Acquisto di sistemi di building automation (sistemi progettati per controllare, monitorare e gestire in modo efficiente gli impianti e i servizi all’interno di un edificio). 
  • Interventi come la coibentazione di un edificio, applicabile anche per i condominiali.
  • Interventi che, se effettuati su edifici presenti in zone sismiche, portano a una riduzione del rischio di almeno due classi. 
  • Interventi di installazione di pannelli solari per la produzione dell’acqua calda. Attenzione, però: questo interventi non include i moduli di un impianto fotovoltaico. 

➡️ Ma perché il fotovoltaico è escluso dall’Ecobonus?

A differenza dei pannelli solari (che producono acqua calda sfruttando l’energia solare così da ridurre il fabbisogno di energia dell’immobile), i pannelli fotovoltaici non mirano a ridurre il consumo di energia, ma solo a risparmiare sui costi della stessa.

Pertanto il bonus fotovoltaico 2026 può essere richiesto tramite altre modalità, come il bonus ristrutturazioni non mirano a ridurre il consumo di energia, ma solo a risparmiare sui costi della stessa.

Ecobonus 2026, interventi esclusi: addio al bonus caldaia

Negli anni precedenti molti cittadini hanno usufruito di questa detrazione per la sostituzione della vecchia caldaia con impianti a gas di classe energetica superiore. A partire da quest’anno, però, non è più possibile:

Quest’anno, infatti, il cosiddetto bonus caldaia (ovvero l’insieme di misure volto alla sostituzione della caldaia) è stato, quasi totalmente cancellato.

Non saranno più coperti dagli incentivi per l’installazione di:

  • Impianti a GPL (anche di classe energetica elevata);
  • Impianti a gas metano (anche di classe energetica elevata);
  • Caldaie a condensazione.

💡 Abbiamo visto, però, come è ancora coperta la sostituzione di vecchi impianti con caldaie ibride o a biomassa.

Confermate le aliquote per l’Ecobonus 2026

Nonostante fossero previste aliquote ridotte nel 2026, vediamo confermate quelle dell’anno precedente:

  • L’abitazione principale, ovvero l’immobile in cui si ha la residenza anagrafica ed è detenuto in proprietà o tramite un altro diritto reale di godimento. I lavori in questo caso saranno coperti al 50%.
  • Gli altri edifici (spesso noti come “seconda casa”), cioè tutte le unità immobiliari diverse dall’abitazione principale. Qui l’aliquota della detrazione scende al 36%.

❗ Le percentuali scenderanno invece nel 2027. Queste caleranno al 36% e al 30% rispettivamente per abitazioni principali e altri edifici.

Tetti di detrazione per l’Ecobonus

Nel 2026, sono stati confermati i tetti massimi di copertura per i redditi alti. Andiamo a vedere quali sono i fattori di definizione:

  • L’ISEE: se è compreso tra i 75.000 e i 100.000 euro, la detrazione massima di base è di 14.000 euro; se invece è maggiore ai 100.000 euro, la detrazione massima di base è di 8.000 euro.
  • Queste cifre di base, poi, devono essere moltiplicate per un coefficiente che indica la composizione del nucleo familiare, ovvero dal numero di figli. Diamo un’occhiata di seguito 👇
N. FIGLICOEFFICIENTE
Nessun figlio0,50
1 figlio0,70
2 figli0,85
>2 figli o con almeno 1 con disabilità1

Vediamo, quindi, quali sono i limiti di detrazione per le persone con ISEE superiore a 75.000 euro:

N. FIGLILimiti per ISEE <100.000Limiti per ISEE >100.000
07.000 euro4.000 euro
1 9.800 euro5.600 euro
2 11.900 euro6.800 euro
3+ o con disabilità14.000 euro8.000 euro

Chi può sfruttare l’Ecobonus 2026: i beneficiari

Possono beneficiare dell’Ecobonus tutti i contribuenti assoggettati all’IRPEF, residenti o non residenti in Italia, su prima o seconda casa, tra cui: 

  • Persone fisiche tra cui proprietari di immobili, inquilini, condomini, inclusi familiari e conviventi che sostengono le spese;
  • Contribuenti che conseguono reddito d’impresa;
  • Enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
  • Associazioni tra professionisti;
  • Istituti autonomi per le case popolari. 

⚠️ Non puoi ottenere l’Ecobonus se sei un forfettario o un incapiente. Questo perché oggi è possibile usufruire del beneficio esclusivamente tramite dichiarazione dei redditi, con detrazione IRPEF: coloro che non la pagano, non possono certo beneficiare di un taglio su quest’ultima. 

Ecobonus 2026: i requisiti degli edifici per ottenere la detrazione

Oltre a sapere chi può beneficiare della detrazione, è essenziale conoscere i requisiti che deve avere l’edificio ai fini dell’Ecobonus. 

In particolare, l’edificio deve rispettare le seguenti condizioni: 

  • Esistente: deve essere iscritto al catasto o ci deve essere una richiesta di accatastamento;
  • Categoria catastale: si può usufruire dell’Ecobonus a prescindere dalla categoria catastale, infatti l’edificio non deve essere per forza destinato a uso abitazione. 

Documenti da conservare per il bonus di efficientamento energetico

Come per tutti i bonus edilizi, i pagamenti relativi agli interventi di riqualificazione energetica devono essere stati effettuati tramite sistemi di pagamento tracciabili. 

Ciò significa che valgono solo le spese sostenute tramite bonifico bancario o postale. Tutta la documentazione relativa ai pagamenti deve essere conservata.

❗ Attenzione, poi, perché se a richiedere l’agevolazione sono non titolari di reddito d’impresa è fondamentale indicare la causale del pagamento, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA o il codice fiscale del soggetto a cui viene erogato il pagamento. 

Per quanto riguarda, invece, i titolari di reddito di impresa, non è necessario il bonifico parlante, ma basta che la prova delle spese sia sostenuta da altra adeguata documentazione.

Tra gli altri documenti da conservare per ottenere l’agevolazione, ci sono: 

  • L’asseverazione di un tecnico abilitato, ovvero la perizia che attesta la sussistenza dei requisiti tecnici specifici per ottenere l’Ecobonus;
  • APE (Attestato di Prestazione Energetica), la quale non è obbligatoria per interventi di sostituzione di finestre e infissi, pannelli solari, impianti con caldaia a condensazione, acquisto e installazione di dispositivi multimediali;
  • Scheda informativa degli interventi effettuati in cui vengono indicati i dati di chi ha sostenuto le spese, dell’edificio, della tipologia di intervento effettuato, il risparmio di energia conseguito e il costo dell’intervento. 

Tali documenti si riveleranno fondamentali anche per inviare l’apposita comunicazione all’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. 

Comunicazione ENEA per Ecobonus: è obbligatoria?

Chi intende beneficiare dell’Ecobonus deve tenere presente che è fondamentale inviare la comunicazione all’ENEA. 

Tale comunicazione, infatti, è prevista sempre se si effettuano miglioramenti di efficienza e risparmio energetico sugli edifici. Questo, per consentire a ENEA di monitorare e controllare gli interventi effettuati e comunicare all’Agenzia lo stato di avanzamento dei lavori.

⚠️ Attenzione, perché la mancata comunicazione può determinare la perdita dell’Ecobonus. 

La comunicazione va effettuata esclusivamente per via telematica, utilizzando il portale apposito che è stato riaperto a partire da gennaio 2026. Ricorda che hai tempo 90 giorni dalla fine dei lavoriper inviare la comunicazione all’ENEA. 

Per inviare la pratica dovrai effettuare alcuni passaggi: 

  1. Accedere alla piattaforma tramite SPID o email e password;
  2. Scegliere se accedere come Persona fisica o Persona giuridica;
  3. Fornire alcune informazioni relative al beneficiario (dati anagrafici) e all’immobile oggetto dell’intervento;
  4. Compilare la scheda descrittiva degli interventi. 

Una volta compilato il modello e inviata la comunicazione, ti verrà inviata una ricevuta di avvenuto invio. È importante conservarla in modo appropriato.

Come ottenere l’Ecobonus 

Già a partire dal 2024, c’è solo un modo per usufruire dell’Ecobonus, cioè beneficiare della detrazione IRPEF in dichiarazione dei redditi:

  • Modello 730 per i lavoratori dipendenti;
  • Modello Redditi persone fisiche per i lavoratori autonomi.

Facciamo riferimento alla dichiarazione dei redditi dell’anno successivo a quello in cui sono stati effettuati i lavori, con le spese che vengono restituite in 10 anni.

Federica Antignano

Federica Antignano

Web writer e copywriter con esperienza nella redazione di contenuti in ambito energia e finanza per importanti testate online, Federica affianca il team Switcho come collaboratrice esterna nella creazione di articoli per il blog aziendale. La sua dedizione va oltre il semplice lavoro, è un impegno sincero nel fornire informazioni utili e contenuti di valore ai lettori.
Aggiornato il 17 Gennaio 2026
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