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Il consumo di energia nel settore industriale: i dati Eurostat aggiornati

da | 2 Giu 2026

Secondo i dati annuali trasmessi a Eurostat, il settore industriale ha rappresentato il 23,9% del consumo finale di energia in UE nel 2024. Tra i maggiori consumatori di energia nel 2024 ci sono l’industria chimica e petrolchimica, quella dei minerali non metallici e quella alimentare, delle bevande e del tabacco.

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Indice

Il settore industriale come maggiore consumatore di energia in UE

Nel 2024, in UE, il settore industriale ha rappresentato il 23,9% del consumo finale di energia. Si tratta, dunque, del terzo maggiore consumatore di energia, dopo trasporti (31,4%) e famiglie (25,5%). 

Nel 2024, l’elettricità e il gas naturale si confermano le fonti principali (coprendo quasi i due terzi del totale). In particolare, possiamo analizzare la composizione del mix energetico, basata sui dati forniti: 

  • Elettricità: 33,3%
  • Gas naturale: 31,9%
  • Energie rinnovabili e biocarburanti: 11,3%
  • Petrolio e prodotti petroliferi: 10,4%
  • Combustibili fossili solidi: 5,5%
  • Calore derivato: 5,5%
  • Rifiuti non rinnovabili: 2,1%

 Il report mostra un chiaro grafico della scomposizione del mix energetico: 

consumo energetico ue
credits: Eurostat

Emerge chiaramente che il settore industriale dipende ancora pesantemente dai combustibili fossili, i quali rappresentano direttamente la metà dei consumi (e una quota ancora maggiore se si considera l’energia fossile usata per produrre l’elettricità stessa). 

Guardando al lungo periodo (1990-2024), si nota una profonda trasformazione: l’efficienza generale o la ristrutturazione industriale hanno ridotto il consumo totale di energia del 30,9%, mentre l’impiego di energie rinnovabili e biocarburanti è raddoppiato, sebbene la transizione rimanga un percorso graduale.

Quali sono i settori industriali che hanno consumato più energia nell’UE

Il report mostra dettagliatamente il consumo totale di energia per settore industriale: 

consumi settori industriale
credits: Eurostat

Secondo i dati sul consumo finale totale di energia per settore industriale UE, nel 2024 è stato possibile individuare 3 maggiori consumatori

  • Industria chimica e petrolchimica: è rimasta il maggior consumatore di energia. Il settore ha mostrato una forte dipendenza dal gas naturale, sia per la produzione di prodotti chimici e derivati, sia per la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici. L’elettricità è stata la seconda fonte di energia più utilizzata per i primi e la più importante per i secondi;
  • Industria dei minerali non metallici: ha mostrato un forte consumo di gas naturale, trainato soprattutto dalla produzione di vetro (71,9%) e di altri prodotti minerali (62,4%). Al contrario, il comparto di cemento, calce e gesso ha ridotto l’uso di gas a favore di un mix diversificato, composto principalmente da rifiuti non rinnovabili (25,6%), petrolio (25,2%) e combustibili fossili solidi (13%). Nello stesso settore, rilevante è stata la quota di energie rinnovabili (13,8%) che invece è risultata trascurabile negli altri settori;
  • Industria alimentare, delle bevande e del tabacco: è diventata il settore più energivoro, superando quello della carta e della stampa. Il gas naturale si è confermato la fonte energetica dominante, coprendo il 47,4% dei consumi totali e mantenendo un ruolo centrale sia nella produzione alimentare che in quella delle bevande. In entrambi i casi, l’elettricità resta la seconda fonte principale, seguita da quote minori di energie rinnovabili, calore e altri combustibili fossili, che completano un mix energetico rimasto sostanzialmente stabile nella sua struttura.

Perché raccogliere dati sul consumo di energia nel settore industriale nell’UE

La disponibilità di dati statistici dettagliati su ogni singolo comparto industriale rappresenta una risorsa preziosa per l’Unione Europea. 

Soprattutto in un periodo come questo, caratterizzato da forti tensioni internazionali, mappare con precisione i consumi permette di monitorare la reale dipendenza dai combustibili fossili e capire esattamente dove e come accelerare la transizione ecologica

L’industria rimane infatti uno dei maggiori consumatori finali di energia nell’UE, per cui disporre di una fotografia nitida delle sue dinamiche consente di calibrare meglio gli interventi. 

Per guidare questo cambiamento, l’UE ha messo in campo una serie di azioni concrete. Ne sono un esempio il pacchetto Fit for 55, che persegue l’ambizioso obiettivo di tagliare le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030, o il piano REPowerEU, mirato a diversificare l’approvvigionamento energetico e accelerare il passaggio alle fonti pulite. 

L’orizzonte finale di queste misure è spingere le fabbriche a una profonda trasformazione dei propri processi e sostituire, quindi, progressivamente carbone, petrolio e gas naturale con elettricità da fonti rinnovabili e idrogeno pulito. 

La raccolta e l’analisi dei dati diventano perciò fondamentali per orientare gli investimenti e garantire l’efficacia delle politiche climatiche europee.

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Marco Tricarico

Marco Tricarico

CEO e co-fondatore di Switcho, appassionato di startup e mondo digitale ed esperto di finanza aziendale e consulenza strategica, nel 2019 Marco ha deciso di lanciare un servizio innovativo che offrisse una soluzione di risparmio pratica e realmente imparziale sulle bollette di famiglie e aziende. Dalla nascita di Switcho, Marco partecipa a svariati eventi e rilascia interviste sui temi delle spese domestiche e del settore energetico, parlando delle ultime tendenze nei costi di gas ed elettricità e delle migliori opportunità per tutelarsi dai rincari. Leggi tutti i suoi articoli e seguilo su LinkedIn.
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