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Nessun lockdown energetico in arrivo: le dichiarazioni del Mase

da | 14 Apr 2026

Il rischio di un lockdown energetico in Italia sembra progressivamente allontanarsi. A rassicurare è il Mase: le misure straordinarie restano previste solo in via teorica, mentre al momento la situazione appare sotto controllo.

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Indice

Ci sarà un lockdown energetico in Italia?

La crisi in Medio Oriente ha avuto un forte impatto sui mercati internazionali, con un aumento significativo dei prezzi di petrolio e gas, accompagnato dal timore di possibili carenze anche per altre materie prime

Una situazione complessa che ha reso necessarie misure pensate per contenere i rincari e, soprattutto, per allontanare l’ipotesi di un vero e proprio lockdown energetico in Italia. 

Se ne era parlato nei giorni scorsi, in particolare dopo l’intervista al Corriere della Sera del ministro della Difesa Guido Crosetto, che, riferendosi alle conseguenze della guerra in Iran, aveva avvertito come “non tutto, ma molto potrebbe bloccarsi”

A riportare il dibattito su toni più cauti è però il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che ha chiarito come non vi siano scenari imminenti di emergenza, per quanto esistano piani precisi da attivare solo in caso di peggioramento, tra cui il Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale.

Le misure ipotizzate in caso di lockdown energetico

Ma in caso di lockdown energetico, quali sarebbero le misure messe in campo? 

Se ne è parlato molto durante la scorsa settimana, con l’ipotesi di introdurre interventi emergenziali pensati per ridurre i consumi e alleggerire la pressione sul sistema. 

Tra questi, lo smart working esteso, il contenimento dei consumi energetici – ad esempio attraverso la riduzione delle temperature negli edifici o dei periodi di accensione dei riscaldamenti – ma anche soluzioni più incisive come le targhe alterne per la circolazione delle auto o la diminuzione dell’illuminazione pubblica

Misure che hanno alimentato il dibattito e, in alcuni casi, anche timori diffusi. 

Si tratta, però, di interventi ipotetici, previsti solo in scenari di particolare criticità. La loro eventuale attivazione, infatti, non è automatica ma subordinata a precise condizioni, definite all’interno del Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale, che stabilisce quando e come intervenire in base alla gravità della situazione.

Cos’è il Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale

Quello che i tecnici del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica stanno facendo allo stato attuale è partire dalle basi del Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale per aggiornarlo alla luce degli scenari reali. 

Si tratta infatti di un documento allegato a un decreto del 27 ottobre 2023 che definisce criteri, soglie e strumenti da attivare in caso di crisi. Il Piano prevede tre livelli progressivi di intervento:

  • Preallarme: scatta quando emergono segnali concreti di possibile peggioramento (es. un calo rilevante delle importazioni o una domanda insolitamente elevata). In questa fase non vengono introdotte misure straordinarie: il sistema resta affidato al mercato, con operatori chiamati a ottimizzare i flussi, aumentare le forniture dove possibile e sfruttare la flessibilità dei contratti, anche riducendo i consumi industriali su base volontaria o ricorrendo a combustibili alternativi;
  • Allarme: si attiva quando la domanda supera i livelli programmati e mette sotto pressione gli stoccaggi. Il mercato continua a funzionare, ma con il supporto di strumenti aggiuntivi, come la possibilità di chiedere alle grandi aziende una riduzione volontaria dei consumi. Non sono previste restrizioni per i cittadini;
  • Emergenza: è il livello più critico e si raggiunge solo in condizioni prolungate e ben definite. In questo caso entrano in gioco misure non di mercato, con interventi diretti del ministero per ottimizzare il sistema e garantire la continuità delle forniture, intervenendo prima di tutto sugli aspetti tecnici e sulla gestione delle riserve.

Nessun lockdown energetico in Italia, ma strategia di prevenzione

Le misure di cui si è discusso negli ultimi giorni, così come l’idea di un imminente lockdown energetico in Italia, non sono destinate a concretizzarsi nel breve periodo. 

Piuttosto, ciò che si sta facendo è costruire una strategia preventiva, utile a farsi trovare pronti nel caso in cui il contesto internazionale ed energetico dovesse peggiorare. L’obiettivo, in sostanza, è quello di avere strumenti già definiti e immediatamente attivabili solo in presenza di reali necessità. 

Al momento, però, non ci sono segnali tali da giustificare interventi drastici. Sarà nelle prossime settimane che si potrà valutare con maggiore chiarezza l’evoluzione della situazione e si potrà capire se queste misure resteranno semplici ipotesi o se, al contrario, dovranno trasformarsi in azioni concrete.

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Marco Tricarico

Marco Tricarico

CEO e co-fondatore di Switcho, appassionato di startup e mondo digitale ed esperto di finanza aziendale e consulenza strategica, nel 2019 Marco ha deciso di lanciare un servizio innovativo che offrisse una soluzione di risparmio pratica e realmente imparziale sulle bollette di famiglie e aziende. Dalla nascita di Switcho, Marco partecipa a svariati eventi e rilascia interviste sui temi delle spese domestiche e del settore energetico, parlando delle ultime tendenze nei costi di gas ed elettricità e delle migliori opportunità per tutelarsi dai rincari. Leggi tutti i suoi articoli e seguilo su LinkedIn.
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