La presidente della Commissione europea segnala la necessità di ridurre le spese energetiche dei cittadini per contenere gli effetti delle tensioni in Medio Oriente. Non solo, però, misure di emergenza sulle bollette, ma anche il rafforzamento della produzione di energia pulita per ridurre la dipendenza dalle importazioni.
Guerra in Iran e caro energia: “Intervenire subito con misure di sollievo”
La guerra in Iran comincia a far sentire i suoi effetti anche nell’Unione Europea, con le quotazioni di petrolio e gas tornate a salire e il rischio concreto di un nuovo caro bollette per famiglie e imprese. Si tratta di una situazione che in Europa si conosce già bene: un forte aumento dei prezzi dell’energia si era infatti verificato anche dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, quando la crisi geopolitica aveva provocato un’impennata dei costi di gas ed elettricità.
Per evitare che lo scenario si ripeta, la Commissione europea sta preparando un nuovo pacchetto di misure che, tra le altre cose, dovrebbe introdurre interventi emergenziali per proteggere cittadini e imprese dai rincari.
Intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo, la presidente Ursula von der Leyen ha sottolineato la necessità di “intervenire subito con misure di sollievo” e di affrontare il problema delle bollette in modo complessivo:
“Dobbiamo guardare a come ridurre le bollette energetiche dei cittadini non concentrandoci su una sola componente, ma su tutte e quattro le componenti del prezzo”.
La presidente della Commissione ha ricordato infatti che la bolletta dell’energia è composta da diverse voci: il costo dell’energia vera e propria, che pesa per circa il 56%, gli oneri di rete (18%), tasse e prelievi (15%) e infine i costi legati al carbonio, che incidono per circa l’11%.
In arrivo un pacchetto di misure Ue contro il caro energia
Intervenire su più fronti, secondo Bruxelles, sarà quindi fondamentale per limitare l’impatto dei nuovi aumenti. Nel breve periodo, l’obiettivo della Commissione europea è soprattutto quello di proteggere cittadini e imprese dall’impatto immediato dei rincari energetici. Tra le ipotesi allo studio ci sono quindi interventi diretti sulle bollette, che gli Stati membri potrebbero adottare per alleggerire i costi sostenuti da famiglie e aziende.
In questo senso, Bruxelles sta valutando la possibilità di ricorrere a strumenti già utilizzati negli anni scorsi, come sussidi mirati, misure di aiuti di Stato per sostenere le imprese più esposte e, se necessario, anche meccanismi di contenimento dei prezzi come tetti al costo del gas.
Accanto a questi interventi più immediati, si guarda anche alla possibilità di ridurre il peso fiscale sulle bollette, intervenendo su tasse e imposte che incidono sul prezzo finale dell’energia. L’idea è quindi quella di agire contemporaneamente su più leve – dal sostegno diretto alla riduzione della pressione fiscale – per limitare nel più breve tempo possibile l’impatto dell’aumento dei prezzi su cittadini e sistema produttivo.
Ridurre la dipendenza da gas importato e insistere sulle energie rinnovabili
Nel suo intervento alla sessione plenaria del Parlamento europeo, Ursula von der Leyen ha anche sottolineato come l’Unione Europea resterà esposta alle crisi internazionali finché continuerà a dipendere in modo significativo dalle importazioni di combustibili fossili.
Proprio per questo motivo, secondo la presidente della Commissione europea, la risposta non può essere un rallentamento della transizione energetica, ma al contrario un’accelerazione verso fonti rinnovabili prodotte all’interno dell’Europa.
In questo quadro, von der Leyen ha richiamato l’attenzione anche sul tema delle reti elettriche. Gli oneri di rete presenti in bolletta servono infatti anche a finanziare investimenti per infrastrutture più moderne e capaci di trasportare l’energia dove serve. Allo stesso tempo, però, ha spiegato che esiste un ampio margine per rendere queste reti più efficienti e sfruttarle meglio, per evitare che parte dell’energia pulita prodotta venga di fatto sprecata.
“Lo scorso anno abbiamo installato nell’UE oltre 80 gigawatt di rinnovabili, un record. Ma una quantità di energia rinnovabile sei volte superiore non riesce ad accedere alle reti. Con una domanda di elettricità destinata ad aumentare, questo semplicemente non è sostenibile”.
La chiave per rafforzare l’autonomia energetica europea passerebbe quindi proprio dall’aumentare la produzione interna di energia pulita, ma anche dall’espandere e modernizzare rapidamente le reti elettriche.










