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Ember presenta la Global Electricity Review 2024, il rapporto sull’utilizzo delle fonti rinnovabili

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Aggiornato il 29 Maggio 2024

La Global Electricity Review 2024 di Ember, il think tank indipendente sull’energia, offre un orizzonte roseo sulla produzione di energia pulita, analizzando la quota di elettricità globale generata dalle energie rinnovabili nel 2024. In breve: 

  • Le energie rinnovabili hanno generato una quota record del 30% dell’elettricità globale nel 2023, trainate dalla crescita del solare e dell’eolico;
  • I dati del 2023 testimoniano la capacità di eolico e solare di ridurre le emissioni, ma anche di disincentivare del tutto la produzione fossile;
  • Per quanto riguarda l’Italia, il nostro Paese ha compiuto evidenti progressi nella riduzione delle emissioni e nell’adozione delle fonti rinnovabili, ma c’è ancora molto lavoro da fare.

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Indice

I risultati della Global Electricity Review 2024 di Ember 

Il 30% dell’energia elettrica globale è stata generata da fonti rinnovabili nel 2023. È questo il dato più interessante che deriva dal rapporto di Ember, il think tank indipendente sull’energia, che ha analizzato 215 Paesi. 

In un periodo storico in cui il cambiamento climatico è al centro dell’attenzione di governi, aziende e cittadini, il rapporto di Ember offre uno spiraglio di luce che guarda al futuro dell’energia rinnovabile con ottimismo. 

🌱 La generazione del 30% di energia elettrica da fonti rinnovabili è una quota record che vede il 2023 come un anno di svolta e un primo indizio del lento, ma imminente, declino della produzione fossile. 

Secondo i dati raccolti da Ember, la produzione solare ed eolica fa da capofila. Nel 2023 abbiamo assistito al: 

  • + 23% della crescita della produzione solare;
  • + 10% della crescita della produzione eolica. 

Il 2023, probabilmente, avrebbe dato risultati ancor migliori se la siccità non avesse ridotto drasticamente la produzione di energia idroelettrica. Se questa avesse funzionato come al solito, la nuova capacità di energia rinnovabile aggiunta nel 2023 avrebbe permesso di ridurre la produzione di energia da fonti fossili. 

Invece, a causa della siccità, la produzione di energia idroelettrica è diminuita e, per compensare questa mancanza, è stato necessario fare affidamento alla produzione di energia dal carbone, portando a un aumento dell’1% delle emissioni globali.

Le previsioni di Ember per il 2024 

I dati relativi al 2023 fanno ben sperare. Non mancano previsioni ancor più incoraggianti: è ragionevole pensare che nel 2024 la produzione di fossili diminuirà leggermente e che un calo ancora maggiore si registrerà nei prossimi anni. 

Se, da un lato, la domanda nel 2024 sarà maggiore rispetto al 2023, è prevista anche una crescita maggiore della produzione pulita, con un calo del 2% nella produzione globale da fonti fossili. 

Si prevede che la crescita dell’elettricità pulita, soprattutto dal solare e dall’eolico, supererà l’aumento della domanda nei prossimi dieci anni, portando a una moderata riduzione nell’uso dei combustibili fossili e quindi delle emissioni, anche se la domanda di energia aumenta per soddisfare le crescenti esigenze di elettrificazione. 

Una previsione più che positiva, se si considera che, per raggiungere gli obiettivi legati al cambiamento climatico, è fondamentale che il settore energetico sia il primo a eliminare le emissioni di carbonio – obiettivo stabilito al 2035 per i paesi OCSE e al 2045 per il resto del mondo. 

La situazione in Italia: i dati di Ember e Terna 

Ma cosa ci dice il rapporto Ember sul nostro Paese? L’Italia ha compiuto progressi nella riduzione delle emissioni e nell’adozione delle energie rinnovabili, ma c’è ancora del lavoro da fare per raggiungere gli obiettivi stabiliti e rimanere in linea con gli standard europei e globali.

Da quanto si evince dal rapporto, è possibile fare alcune considerazioni: 

  • L’Italia è in ritardo rispetto agli altri Paesi europei nell’adozione di energia solare ed elettrica;
  • Il nostro Paese, nel 2023, dipendeva ancora pesantemente dai combustibili fossili per la produzione di elettricità, con il 56% proveniente da questa fonte, anche se le emissioni pro capite italiane erano inferiori alla media globale, indicando una certa efficienza nell’uso dell’energia;
  • La prima fonte di energia elettrica pulita italiana è l’energia idroelettrica, ma la sua quota di energia eolica e solare (21%) è superiore alla media globale – pur essendo quasi la metà di quella di Spagna e Portogallo;
  • L’obiettivo dell’Italia è raggiungere il 72% di elettricità da fonti rinnovabili entro il 2030.

A offrire una panoramica ancor più ampia sul nostro Paese è anche il rapporto mensile sul sistema elettrico di Terna, che gestisce la rete di trasmissione di energia elettrica in Italia. 

Secondo il rapporto, ad aprile 2024 le fonti rinnovabili hanno coperto il 51,2% della nostra domanda elettrica. Tra le fonti rinnovabili, il fotovoltaico è stato il maggiore contributore, soddisfacendo il 30,8% della generazione elettrica rinnovabile totale. Seguono l’energia idroelettrica (37,7%) e l’eolico (17,4%). La geotermia e il calore da biomasse sono rimasti stabili.

A spingere la domanda di energia rinnovabile nel settore privato è stato di certo il Superbonus: quasi l’80% delle nuove installazioni sono avvenute nel settore residenziale grazie agli incentivi fiscali, che hanno stimolato l’adozione di energia solare nelle abitazioni.

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Redi Vyshka

Redi Vyshka

COO e co-fondatore di Switcho, esperto nei campi della consulenza manageriale e della finanza aziendale, Redi ha contribuito nel 2019 alla progettazione e al lancio del primo servizio in Italia che, con pochi clic, consente di analizzare le proprie spese di casa e di trovare le opportunità personalizzate di risparmio, dimenticandosi la burocrazia. Dalla nascita di Switcho, Redi prende parte a numerosi eventi su startup e settore energetico, grazie alla sua competenza pluriennale nel mercato delle forniture di gas e luce e nelle soluzioni per ridurre i costi in bolletta. Leggi tutti i suoi articoli e seguilo su LinkedIn.
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