I termosifoni sono pronti a ripartire e, con loro, sorge una domanda scomoda: quanto costerà scaldarsi quest’inverno? 🥶 Con i prezzi in salita, quest’anno più che mai vale la pena non farsi trovare scoperti.
In questo articolo, quindi, rispondiamo alle domande più calde del momento 👇
Indice
- 1. Quando si accende il riscaldamento quest’anno? 📅
- 2. Termosifoni accesi e prezzi del gas: a che punto siamo? 📈
- 3. Dal mercato alla bolletta: quanto ti toccano i prezzi? 💸
- 4. Cosa fare ora con la tua offerta? ⏰
- 5. Come risparmiare con il riscaldamento autonomo? 🔥
- 6. Riscaldamento condominiale: come si paga e come risparmiare? 🏢
1. Quando si accende il riscaldamento quest’anno? 📅
Nonostante un inizio d’autunno mite, anche quest’anno è arrivata l’ora di accendere i termosifoni. Se ti stai chiedendo quando potrai farlo, sappi che dipende dalla zona climatica del comune in cui vivi. Ecco il calendario aggiornato alla stagione 2026-2027 👇
In queste settimane diversi comuni hanno modificato le regole d’accensione:
• Emilia-Romagna: nei comuni di pianura, tra cui Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e Ferrara, l’accensione slitta dal 15 ottobre al 1° novembre. Bologna e Modena fissano anche un limite di 19°C.
• Milano: l’accensione è partita regolarmente il 15 ottobre, ma fino al 30 ottobre con un massimo di 8 ore al giorno. Dal 31 ottobre il tetto sale a 13 ore.
• Monza, Bergamo, Brescia e Mantova: accensione rinviata dal 15 al 22 ottobre.
Ma perché i periodi di accensione sono diversi tra loro?
Con il D.P.R. 412/1993 l’Italia è stata suddivisa in 6 zone climatiche, che si differenziano per il periodo e le ore giornaliere di accensione del riscaldamento.

Ora vediamo l’elenco completo delle zone e i periodi di accensione:
| Zona | Ore/giorno | Periodo |
|---|---|---|
| A | 6 ore | 1 dicembre – 15 marzo |
| B | 8 ore | 1 dicembre – 31 marzo |
| C | 10 ore | 15 novembre – 31 marzo |
| D | 12 ore | 1 novembre – 15 aprile |
| E | 14 ore | 15 ottobre – 15 aprile |
| F | Nessuna limitazione | Nessuna limitazione |
Le regole stabilite dalla legge valgono sia per il riscaldamento centralizzato che per quello autonomo. Quest’ultimo deve infatti attenersi ai periodi e agli orari della propria zona, salvo alcune libertà come spegnere il riscaldamento mentre si è via o decidere gli orari di accensione e spegnimento del proprio impianto.
2. Termosifoni accesi e prezzi del gas: a che punto siamo? 📈
Se ogni autunno l’accensione dei termosifoni sposta l’attenzione sui prezzi dell’energia, quest’anno il rischio di un caro-riscaldamenti è concreto.
I costi dell’energia stanno subendo pesanti rincari mese dopo mese: basti pensare che il PSV, prezzo all’ingrosso del gas in Italia, segna un +126% rispetto a ottobre 2025; non meno preoccupanti gli aumenti del PUN GME, prezzo all’ingrosso della luce (+90% rispetto a un anno fa).
Saprai già il perché: da mesi le tensioni tra USA e Iran hanno rallentato il traffico nello Stretto di Hormuz. Da lì passa circa il 20% del gas naturale liquefatto (GNL) scambiato nel mondo, in gran parte proveniente dal Qatar. Secondo i dati Kpler citati da Teleborsa, le esportazioni di GNL dal Golfo sono ferme tra il 15% e il 25% rispetto ai livelli pre-bellici. E poiché in Italia gran parte dell’elettricità si produce con il gas, anche la luce va a ruota.
A fronte dei prezzi attuali, come proseguirà l’inverno? La prospettiva di ulteriori rialzi, almeno per il gas, è concreta per due motivi:
- Innanzitutto, la maggiore richiesta di gas per il riscaldamento domestico è una delle prime cause di aumento di prezzo. Storicamente, infatti, nell’ultimo trimestre i prezzi crescono: anche negli ultimi due anni, un periodo relativamente stabile per il mercato, il PSV ha comunque registrato un aumento medio del 5% tra ottobre e dicembre
- Questi aumenti fisiologici di prezzo vengono ulteriormente spinti dall’attuale complessa situazione del mercato 👇
A questo proposito, diversi istituti e banche fanno previsioni sul rialzo dei costi del gas.
Goldman Sachs (sempre su Teleborsa) ha stimato per i prossimi mesi l’andamento del TTF, ovvero l’indice del prezzo di riferimento per il gas naturale nel mercato europeo, prendendo in considerazione due scenari differenti.
Scenario base
Secondo Goldman Sachs, i flussi di GNL da Hormuz potrebbero risalire a circa l’83% dei livelli pre-guerra entro febbraio 2027. Fino ad allora l’Europa dovrebbe pagare di più il gas per attirare le navi che altrimenti andrebbero in Asia, arrivando a fine inverno con scorte molto basse.
A livello di prezzi, questo scenario prevede dunque che tra ottobre e dicembre il TTF resti sulla media dei 70 €/MWh (circa 0,75 €/Smc), per poi scendere a una media di 44 €/MWh (circa 0,47 €/Smc) tra gennaio e marzo.
Scenario peggiore
Nello scenario pessimistico di Goldman Sachs, invece, i flussi di GNL da Hormuz potrebbero tornare alla normalità molto più lentamente, solo più avanti nel 2027, restando per tutto l’inverno fermi a circa un quarto dei livelli pre-guerra. L’Europa dovrebbe contendersi ogni carico con l’Asia a prezzi sempre più alti.
Sul fronte dei prezzi, il TTF potrebbe toccare punte di 105 €/MWh (circa 1,12 €/Smc): non è una media, ma il prezzo massimo che il gas potrebbe raggiungere quest’inverno.
Comunque, si tratta solo di stime: una riapertura più repentina dei flussi potrebbe comportare un calo dei prezzi prima della fine dell’inverno, mentre un clima più rigido potrebbe fare alzare ulteriormente i costi del gas.
Come si tradurranno nella pratica questi possibili picchi? Scopriamolo nel prossimo paragrafo ⬇️
3. Dal mercato alla bolletta: quanto ti toccano i prezzi? 💸
Con i prezzi all’ingrosso in salita, la domanda sorge spontanea: quanto di questo aumento finirà davvero nella tua bolletta del gas (o della luce, se hai il riscaldamento elettrico)?
La risposta dipende innanzitutto da che tipo di offerta hai. Il PSV non pesa allo stesso modo su tutte le tariffe 👇
In un’offerta a prezzo variabile, il prezzo del gas che paghi è legato direttamente all’andamento del PSV. La tariffa è infatti composta dall’indice del mese e da uno spread fisso, ovvero una cifra aggiuntiva a consumo stabilita dal fornitore. In sostanza:
- Se il PSV sale, anche la bolletta aumenta;
- Se il PSV scende, la bolletta si fa più leggera;
- Se il PSV resta stabile, non ci saranno particolari variazioni.
Visto che il PSV continua a salire, chi ha un’offerta variabile vedrà gli aumenti già dalle prossime bollette.
E per la luce? Vale lo stesso discorso, ma l’indice da seguire è il PUN GME, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica sul mercato all’ingrosso in Italia.
Nel caso del prezzo fisso, il costo della materia prima viene stabilito alla firma del contratto e non cambia, che il PSV salga o scenda. Questo significa che fino alla scadenza del prezzo bloccato pagherai sempre la stessa tariffa, anche se il gas all’ingrosso è aumentato.
Conviene comunque seguire il PSV per capire se la tua offerta è ancora conveniente e, soprattutto, quando scade: un rinnovo che cade in pieno inverno potrebbe arrivare a condizioni molto più care.
Se rientri tra i clienti vulnerabili – over 75, percettori del bonus sociale, persone con disabilità (L. 104/1992) o utenze in abitazioni di emergenza – il prezzo non lo sceglie il fornitore ma ARERA, che lo aggiorna ogni mese per il gas e ogni tre mesi per la luce in base all’andamento del mercato all’ingrosso.
Quindi anche la tua bolletta risente dei rincari. Per il gas il prezzo segue la media mensile del PSV, proprio come un’offerta variabile; per la luce, invece, l’aggiornamento trimestrale smussa un po’ le oscillazioni. In ogni caso vale la pena confrontare il tuo prezzo con le offerte del mercato libero, a cui puoi accedere in qualsiasi momento.
4. Cosa fare ora con la tua offerta? ⏰
Se c’è un momento per controllare il contratto, è adesso, prima che arrivi il freddo vero. Considerato che sono previsti ulteriori aumenti e che i consumi stanno per aumentare a causa del freddo, il momento ideale per controllare le tue tariffe è ora. Ma vediamo cosa fare caso per caso.
Se attualmente hai un’offerta a prezzo variabile (e magari hai già ricevuto le nuove condizioni contrattuali), conviene guardarsi intorno prima dei picchi invernali.
Come capire quale offerta fa per te? Dipende soprattutto da quanto consumi 👇
- Consumi tanto? Se la casa è grande e/o abitata da più persone oppure hai la caldaia a gas autonoma, il consiglio è di guardare prima di tutto il prezzo della materia prima (€/Smc per il gas, €/kWh per la luce): è la voce che pesa di più in bolletta. Anche pochi centesimi di differenza, moltiplicati per centinaia di metri cubi, fanno una bella cifra a fine anno.
- Consumi poco? Se la tua casa ospita solo te o un’altra persona, hai il riscaldamento centralizzato o usi il gas solo per cucinare e per l’acqua calda, il consiglio è osservare bene la quota fissa mensile: è la voce che paghi comunque, anche se consumi pochissimo. Un’offerta con un prezzo al metro cubo un po’ più alto ma una quota fissa bassa potrebbe convenirti di più.
Se hai una tariffa fissa, è importante conoscere la data di fine del prezzo bloccato (la trovi in bolletta o nell’area clienti).
Naturalmente, non sappiamo indicarti con certezza se la prossima offerta sarà più o meno conveniente o se se in quel momento il mercato sarà più favorevole. Ma basandoci sulle previsioni di mercato, in linea generale potresti procedere così:
- Scadenza tra dicembre e febbraio: il nuovo prezzo verrebbe calcolato in pieno inverno. Valuta di cambiare offerta già ora, senza aspettare la lettera di rinnovo.
- Scadenza da marzo: sei al riparo durante il picco invernale, ma la tua offerta potrebbe risentire dell’ultimo mese freddo. Segnati la data di scadenza e valuta attentamente la proposta di rinnovo che ti arriverà tre mesi prima.
Ricorda: per il gas servono circa 45-60 giorni perché il cambio di fornitore diventi attivo: muoversi in autunno significa essere coperti per il cuore dell’inverno.
Un modo concreto per valutare la tua situazione è affidarsi a noi di Switcho: carica la tua bolletta e noi ti diremo se la tua offerta gas è conveniente per te o ce ne sono di migliori. In più, ci occupiamo anche di tutta la burocrazia 😉


5. Come risparmiare con il riscaldamento autonomo? 🔥
Se hai una caldaia tutta tua, hai un vantaggio: decidi tu quando e quanto scaldare. E ogni scelta si vede in bolletta. Secondo ENEA, ogni grado in meno può farti risparmiare fino al 10% dei consumi. Ecco le mosse che fanno davvero la differenza 👇
- Imposta la temperatura giusta: di giorno bastano 19-20°C, di notte 16-18°C, non serve vivere a 22°C. Puoi regolarla direttamente dal termostato della caldaia.
- Programma l’impianto con un cronotermostato o un termostato smart: accende la caldaia solo quando serve, ad esempio poco prima del tuo rientro. Se esci per qualche ora, meglio abbassare la temperatura che spegnere del tutto, perché riscaldare la casa da zero può consumare di più.
- Fai manutenzione alla caldaia ogni anno: un impianto pulito e controllato è più efficiente, e il controllo periodico è anche un obbligo di legge. Quando è presente il tecnico, chiedigli di tenere l’acqua dei termosifoni sotto i 60°C. E se la tua caldaia è tradizionale e ha più di 15 anni, valuta di passare a una a condensazione, che consuma meno.
- Sfiata i termosifoni a inizio stagione: accendili, tocca la superficie e verifica che sia calda in modo uniforme. Se una parte (di solito quella in alto) resta fredda, nel circuito c’è aria. Quando la caldaia è spenta, apri la valvolina di sfiato tenendo un panno sotto, e richiudila appena esce qualche goccia d’acqua.
- Lascia respirare i termosifoni: non usarli come stendino, non coprirli con tende e divani, perché quest’abitudine ostacola la diffusione del calore. Un trucco in più? Un pannello riflettente tra muro e termosifone costa 6-10 € e può farti risparmiare il 5-10% dei consumi.
- Chiudi fuori il freddo: abbassa le tapparelle appena viene buio e arieggia solo nelle ore più calde, per 5-10 minuti. Se gli infissi sono a vetro singolo o hanno più di 20 anni, sistema le guarnizioni o usa una tenda termica per fermare gli spifferi.
6. Riscaldamento condominiale: come si paga e come risparmiare? 🏢
In questo periodo il riscaldamento centralizzato non è al riparo dai rincari: conviene capire bene come si calcola la spesa e dove si può risparmiare.
Con una caldaia comune ognuno paga non solo in base alla grandezza della casa o al numero dei termosifoni, ma anche a partire dai consumi effettivi.
La spesa totale è composta da due parti:
- Quota fissa (o involontaria): copre i costi che ci sono comunque, come il calore disperso lungo le tubature, la manutenzione ordinaria dell’impianto e il servizio di lettura dei contatori. Viene ripartita tra i condomini in base ai millesimi, ai metri quadri o ad altri criteri decisi dall’assemblea.
- Quota variabile (o volontaria): ogni appartamento ha dei ripartitori sui termosifoni che registrano il calore effettivamente consumato. Questa quota viene divisa in proporzione alle letture. Dunque chi scalda di più paga di più, invece chi tiene i termosifoni al minimo pagherà più che altro la quota fissa.
Quanto pesa ciascuna parte? Il Decreto Legislativo 73/2020 stabilisce che almeno il 50% della spesa vada diviso in base ai consumi effettivi, e l’assemblea può decidere di aumentare questa quota. I condomini che dividevano già le spese con un altro criterio prima del 2020 possono però continuare a usarlo.
Vediamo come ridurre al minimo le tue spese condominiali 👇
Anche se le ore e i giorni di accensione sono decisi a livello condominiale, puoi comunque risparmiare sulle tue bollette condominiali con qualche trucco extra:
- Valuta con gli altri condomini l’offerta gas comune: anche la fornitura condominiale ha un proprio contratto e una propria tariffa. Quest’anno più che mai è opportuno verificare che sia ancora conveniente: porsi domande come “quando scade?” o “è a prezzo fisso o variabile?” è fondamentale per evitare sorprese.
- Sfrutta le valvole termostatiche nelle varie stanze: sono obbligatorie per legge e sono il tuo vero telecomando sulla quota a consumo. Impostale sulla posizione 3 (circa 20°C) per soggiorno, cucina e bagno; sulla posizione 2 (circa 18°C) per corridoio e ambienti poco frequentati.
- Cambia temperatura quando sei fuori casa: se sei via per qualche ora o per giorni, non chiudere del tutto le valvole termostatiche, ma abbassa la temperatura (o usa la funzione antigelo, se ce l’hai). Se le tue sono manuali, valuta quelle elettroniche o Wi-Fi, che puoi regolare anche da remoto.
- Cura i tuoi termosifoni: la caldaia è centralizzata, ma i termosifoni di casa sono affar tuo. Sfiatali almeno una volta l’anno, prima dell’accensione, e tieni le valvole aperte d’estate per evitare la creazione di bolle d’aria.
- Lascia respirare i termosifoni: non usarli come stendino, non coprirli con tende e divani, perché blocca la diffusione del calore. Un trucco in più? Un pannello riflettente tra muro e termosifone costa 6-10 € e può farti risparmiare il 5-10% dei consumi.
- Chiudi fuori il freddo: abbassa le tapparelle appena viene buio e arieggia solo nelle ore più calde, per 5-10 minuti. Se gli infissi sono a vetro singolo o hanno più di 20 anni, sistema le guarnizioni o usa una tenda termica per fermare gli spifferi.


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