Il Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre ha chiuso la battaglia sugli Ets con un compromesso: nessun rinvio dell’Ets2, il nuovo mercato del carbonio per edifici e trasporti su strada previsto dal 2028, ma la Commissione dovrà rivalutarne gli impatti.


Indice
- Ets e Ets2: cosa sono e come funzionano
- Ets e bolletta della luce: un effetto indiretto
- Ets2 su riscaldamento e carburanti: le stime
- Cosa ha deciso il Consiglio europeo
- Cosa puoi fare prima del 2028
Ets e Ets2: cosa sono e come funzionano
La sigla Ets sta per Emissions Trading System, il sistema di scambio delle quote di emissione di CO2.
Nato nel 2005, si fonda sul principio “chi inquina paga”: in altre parole, l’Unione europea fissa un limite massimo alle emissioni complessive e lo abbassa nel tempo, e ogni tonnellata di CO2 emessa ha un prezzo.
Le imprese acquistano le quote alle aste o ne ricevono una parte gratuitamente; dopodiché, a fine anno devono restituirne un numero pari alle emissioni effettive, con la conseguenza che chi ne ha in più può rivenderle, mentre chi ne ha in meno deve comprarle sul mercato.
In settori come acciaio, cemento e chimica, le quote gratuite saranno ridotte fino a sparire entro il 2034, mentre le aste per gli altri settori proseguiranno fino al 2039.
L’Ets2, che ha il compito di estendere il meccanismo dell’Ets ai combustibili usati per riscaldare gli edifici e alimentare i trasporti su strada, rischia di pesare direttamente sulle famiglie. Per questo, se prima doveva entrare in vigore nel 2027, è stato rinviato al 2028.
Ets e bolletta della luce: un effetto indiretto
Il sistema attualmente in vigore, ossia l’Ets, tocca già le centrali elettriche che bruciano gas o carbone, e che devono acquistare quote per le emissioni che producono.
Questo costo può essere trasferito, almeno in parte, sul prezzo dell’elettricità venduta sul mercato, e quindi arrivare nella bolletta. È una tassa che il consumatore non paga direttamente, ma che può incidere sulla spesa, anche perché il prezzo della luce resta legato a quello del gas.
Su questo punto il Consiglio europeo ha chiesto interventi: si parla di ridurre la volatilità del prezzo del carbonio e di mitigarne l’impatto sui prezzi dell’energia elettrica, e i leader hanno inoltre sollecitato un’accelerazione della revisione della riserva stabilizzatrice del mercato, lo strumento che serve a moderare le oscillazioni eccessive dei prezzi delle quote.
Ets2 su riscaldamento e carburanti: le stime
Per l’Ets2 esistono invece ancora solo stime sui possibili impatti, non cifre ufficiali. Sul fronte delle famiglie, lo studio di Legambiente e Kyoto Club diffuso nel dicembre 2025 indica un possibile aumento della spesa:
Il nuovo sistema potrebbe comportare per le famiglie italiane un aumento della spesa energetica fino a 230 euro l’anno.
Per i carburanti, invece, la stima viene dal settore dell’autotrasporto. Il presidente di Conftrasporto-Confcommercio, Pasquale Russo, in dichiarazioni del 20 ottobre ha spiegato che:
“Conftrasporto ha calcolato che l’Ets2 produrrà un incremento ulteriore del prezzo del gasolio di 30/40 centesimi al litro.”
In altre parole, considerando che al momento il gasolio sfiora già i 2,3 euro al litro in autostrada in modalità self e tocca 2,257 euro al litro sulla rete stradale, per Russo con l’Ets2 rischierebbe di superare i 2,50 euro al litro.
Secondo Conftrasporto, il prezzo del gasolio è già salito di oltre 50 centesimi al litro dall’inizio del conflitto Usa-Iran, e un’impresa di autotrasporto su cinque rischia il fallimento entro fine anno. In Italia circa il 90% delle merci viaggia su strada e il carburante pesa per oltre il 40% sui costi generali delle imprese.
Cosa ha deciso il Consiglio europeo
Dopo una giornata di stallo, nella notte tra il 15 e il 16 ottobre i Ventisette hanno trovato un compromesso: Italia e Paesi del gruppo Visegrad hanno ottenuto una richiesta alla Commissione, che però non cambia la tabella di marcia. Queste le conclusioni del Consiglio:
“Il Consiglio europeo invita la Commissione Ue ad aggiornare la valutazione di tutti gli impatti dell’Ets2, in particolare per quanto riguarda la sua struttura e le sue misure di salvaguardia.”
Le ricostruzioni sulla posizione italiana non coincidono del tutto: secondo alcune, Roma ha chiesto il rinvio senza trovare una sponda sufficiente; secondo altre, l’Italia non punta a smantellare l’Ets1 né a rinviare ancora l’Ets2, perché la partita sarebbe persa in partenza senza l’appoggio di Commissione, Germania e Francia.
L’unico spiraglio sarebbe un’eccezione temporanea nazionale, sul modello di quella concessa nel 2023 a Spagna e Portogallo per il prezzo dell’elettricità, ma per ora è un’ipotesi e non un risultato raggiunto del vertice.
Conftrasporto chiede invece di spostare l’Ets2 dal 2028 al 2030 e, in prospettiva, di cancellarlo. Dall’altra parte, Matteo Leonardi, direttore esecutivo di ECCO, think tank italiano per il clima, sostiene che “la soluzione non è rimandare l’Ets2” e che serve riconoscere le priorità di finanziamento della transizione nei bilanci nazionali.
Il Consiglio chiede inoltre misure europee coordinate, mirate e temporanee contro il caro energia, tema su cui in Italia è tornata anche l’ipotesi di un tetto ai prezzi di luce e gas; sulla flessibilità delle regole fiscali, al momento la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto il sostegno della sola Grecia.
Cosa puoi fare prima del 2028
L’Ets2 non è ancora in vigore, e la sua forma finale potrà cambiare dopo la rivalutazione chiesta alla Commissione. Oggi nessuna voce della tua bolletta dipende da questo meccanismo: alcune abitudini, però, valgono per qualsiasi scenario.
- Controlla il tipo di prezzo del tuo contratto, fisso o variabile, e la data di scadenza: il prezzo fisso mantiene invariata la componente energia per la durata del contratto, mentre il variabile segue il mercato. Ti conviene sapere quale hai, prima che la scadenza arrivi.
- Leggi la bolletta voce per voce, distinguendo il costo dell’energia dalle altre voci: ricordati che l’importo finale dipende anche dai costi di trasporto, oneri di sistema e imposte, oltre che dal prezzo della materia prima.
- Riduci i consumi di base: spegni del tutto gli apparecchi in standby, cura la manutenzione dell’impianto di riscaldamento e regola la temperatura di casa. Sono gesti che riducono la spesa con qualsiasi prezzo dell’energia.
- Segui gli aggiornamenti: la valutazione della Commissione e le decisioni del governo sono i passaggi da tenere d’occhio. Per i prezzi regolati, il riferimento restano gli aggiornamenti mensili di ARERA.
Se vuoi capire quanto puoi risparmiare, parti da quello che paghi oggi: noi di Switcho analizziamo la tua bolletta gratuitamente, per proporti le offerte luce e gas più adatte ai tuoi consumi, ma solo se ti fanno risparmiare davvero. E se scegli di cambiare, ci occupiamo anche di tutta la burocrazia, in pochi clic 😎




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