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Perché la luce costa così tanto? Per ARERA il nodo è la dipendenza dal gas

da | 29 Set 2026

Il presidente ARERA, Nicola Dell’Acqua, analizza i motivi alla base dell’aumento dei prezzi della luce. Multare gli speculatori o correggere le piccole anomalie di mercato non risolverà il problema del caro energia. Il prezzo elevato dipende dalla dipendenza italiana ed europea dal gas. La soluzione? Spingere sul Pniec e sulla transizione energetica. 

Indice

Quali sono i motivi dell’aumento dei prezzi luce secondo il presidente ARERA

Le nostre bollette dell’energia continuano ad aumentare e la situazione geopolitica non aiuta certamente ad avere una rosea visione per i prossimi mesi. 

Ma perché la luce costa così tanto? A rispondere alla domanda ci ha pensato il presidente ARERA, Nicola Dell’Acqua. 

Intervenendo a un convegno del Bim Valle d’Aosta a Introd, Dell’Acqua ha affrontato il tema del caro energia, precisando che pur essendoci “qualcosa che non funziona” nei listini, questa anomalia pesa solo in minima parte sul costo complessivo. 

Ma cosa significa?

Quanto pesano le distorsioni di mercato sui prezzi della luce

Guerre, Stretto di Hormuz, crisi in Medio Oriente e dipendenza dal gas incidono enormemente sui prezzi. Un contesto già molto complicato che può anche essere aggravato dalle distorsioni di mercato, dalle speculazioni finanziarie o dai comportamenti scorretti degli operatori.

Come afferma Dell’Acqua, però, multare gli speculatori o correggere le piccole anomalie di mercato – per quanto giusto e per quanto rimanga tra le attività dell’authority –  non risolverà il problema del caro energia. Se anche azzerassimo tutte le irregolarità e le inefficienze, le bollette rimarrebbero comunque altissime.

Dipendenza dal gas: il vero motivo degli aumenti luce

Dell’Acqua arriva, così, al vero motivo per cui il prezzo della luce è tanto alto: 

“Il prezzo dell’energia è altissimo perché ancora troppo legato alla produzione termoelettrica.”

Il nostro Paese, infatti, produce ancora troppa energia bruciando gas fossile. Un legame, questo, che ci espone a un fortissimo rischio: quando ci sono guerre e tensioni (e oggi ne abbiamo diretta esperienza con la chiusura dello Stretto di Hormuz, problemi con i paesi fornitori come Qatar e Arabia Saudita ecc.), il prezzo del gas schizza alle stelle. E poiché le nostre centrali vanno a gas, produrre elettricità diventa costosissimo.

Sia in Europa sia in Italia, poi, va considerato che si usa un sistema in cui tutta l’energia viene pagata al prezzo dell’impianto più costoso necessario a soddisfare la domanda in quel momento. E, spesso, l’impianto decisivo è proprio una centrale a gas. Di conseguenza, se il gas costa tantissimo, quel prezzo alto si estende a tutta l’energia venduta sul mercato. 

Qual è la soluzione per abbassare i costi della luce

Individuando il vero problema – la nostra dipendenza dal gas, nonché dai mercati internazionali – è possibile, secondo Dell’Acqua, anche trovare una vera soluzione. 

Per il presidente ARERA, infatti, il problema non può essere risolto semplicemente fermando i piccoli illeciti. A offrire una concreta soluzione è solo un elemento: la transizione energetica. 

“La soluzione vera è la transizione, è remare tutti verso il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec).”

Cos’è il Pniec? È la tabella di marcia ufficiale dell’Italia per raggiungere gli obiettivi europei di decarbonizzazione. Stabilisce quanta energia pulita (fotovoltaico, eolico, idroelettrico) dobbiamo produrre, come dobbiamo modernizzare le reti elettriche e quanto dobbiamo ridurre l’uso dei combustibili fossili entro il 2030.

Insomma, la soluzione sta nel riuscire a sostituire il gas con le fonti rinnovabili. Più energia pulita immettiamo nel sistema, meno avremo bisogno di bruciare metano, e meno il prezzo della nostra bolletta sarà legato alle montagne russe dei mercati internazionali del gas.

L’attuazione del Pniec ha visto sicuramente dei rallentamenti dovuti anche alla situazione geopolitica. Ciononostante, il presidente ARERA si dimostra ottimista: 

“Entro il 2030 con i nuovi impianti, solari, eolici e gli efficientamenti idroelettrici e costruzione anche di nuovi impianti idroelettrici, la situazione già sarà molto migliore di quella di adesso, basta rispettare il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima.”

Cosa possono fare i cittadini per abbassare i prezzi luce

Di fronte a un contesto geopolitico molto complesso e a strutture interne ancora non pienamente efficienti, è chiaro che i cittadini non abbiano un gran margine di manovra. 

È anche vero, però, che restare vigili e sfruttare gli strumenti di confronto tra i diversi operatori energetici resta l’unica vera arma a disposizione per scovare tariffe più vantaggiose e alleggerire, per quanto possibile, il peso della bolletta.

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Marco Tricarico

Marco Tricarico

CEO e co-fondatore di Switcho, appassionato di startup e mondo digitale ed esperto di finanza aziendale e consulenza strategica, nel 2019 Marco ha deciso di lanciare un servizio innovativo che offrisse una soluzione di risparmio pratica e realmente imparziale sulle bollette di famiglie e aziende. Dalla nascita di Switcho, Marco partecipa a svariati eventi e rilascia interviste sui temi delle spese domestiche e del settore energetico, parlando delle ultime tendenze nei costi di gas ed elettricità e delle migliori opportunità per tutelarsi dai rincari. Leggi tutti i suoi articoli e seguilo su LinkedIn.
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