La connettività mobile via satellite entra in una nuova fase di sviluppo anche in Europa. L’annuncio dei satelliti di nuova generazione di Starlink e i recenti accordi tra operatori di telecomunicazioni e aziende spaziali segnano un’accelerazione nell’integrazione tra reti terrestri e satellitari. L’obiettivo è offrire connessioni mobili ad alta velocità anche nelle aree prive di copertura tradizionale.
Satelliti di nuova generazione: il 5G arriva dallo spazio
Il progetto Starlink punta a portare la connettività mobile satellitare a un livello superiore grazie alla nuova generazione di satelliti, denominata V2.
Secondo quanto annunciato dall’azienda di Elon Musk, questi dispositivi avranno una capacità di trasmissione dati fino a 100 volte superiore rispetto ai satelliti della prima generazione. I satelliti V2 dovrebbero consentire attività come streaming video, navigazione web, utilizzo di applicazioni ad alta intensità di dati e chiamate vocali senza interruzioni, proprio come accade con le reti cellulari tradizionali.
L’obiettivo? Portare velocità paragonabili al 5G anche nelle zone più isolate, come afferma lo stesso Musk:
“Stiamo eliminando le ultime zone inaccessibili della Terra. Non solo per gli abitanti delle città, ma soprattutto per chi vive lontano da tutto. Il cielo diventerà la rete che unisce tutti.”
Starlink e Deutsche Telekom: il primo servizio mobile satellitare europeo
Le nuove capacità dei satelliti di seconda generazione di Starlink stanno già attirando l’interesse degli operatori europei. Tra le iniziative più rilevanti c’è la partnership annunciata tra Starlink e Deutsche Telekom per sviluppare un servizio mobile satellitare destinato al mercato europeo.
L’accordo punta al lancio di una nuova offerta di connettività mobile satellitare entro il 2028 e il servizio sarà tra i primi in Europa a utilizzare i satelliti di seconda generazione della costellazione Starlink.
Secondo i piani iniziali, la copertura dovrebbe estendersi progressivamente a diversi Paesi europei. Tra quelli indicati nella fase preliminare figurano Germania, Austria, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Grecia, Croazia, Montenegro e Macedonia del Nord.
Connessione mobile e tecnologia satellitare
La novità non riguarda soltanto i satelliti in sé, ma il modello di rete che si sta affermando nel settore delle telecomunicazioni. Sempre più operatori stanno lavorando a sistemi che integrano infrastrutture terrestri e satellitari in un’unica architettura di rete. Secondo gli analisti del settore, questa integrazione sta diventando una componente strutturale dell’ecosistema delle telecomunicazioni.
È in questo contesto che si inserisce la tecnologia direct-to-device satellitare (anche abbreviata con la sigla D2D), che permette ai dispositivi mobili di comunicare direttamente con i satelliti senza passare da infrastrutture intermedie a terra.
Si aprono, dunque, nuove possibilità per i servizi mobili, dalla copertura nelle aree rurali alla connettività nei trasporti marittimi o nelle emergenze, fino al supporto alle reti esistenti nei momenti di traffico elevato.
Il D2D accelera anche in Italia
La spinta verso l’integrazione tra spazio e telecomunicazioni riguarda anche il nostro Paese. Si pensi, ad esempio, all’accordo siglato tra CK Hutchison – principale azionista di WINDTRE – e Satellite Connect Europe, la joint venture che unisce AST SpaceMobile e Vodafone. L’intesa punta allo sviluppo e alla diffusione di servizi di banda larga mobile satellitare direct-to-device nei mercati europei in cui il gruppo di telecomunicazioni è presente.
Secondo quanto comunicato dalla joint venture, CK Hutchison prevede di introdurre questi servizi in cinque Paesi europei: Austria, Danimarca, Irlanda, Italia e Svezia. I primi test operativi dovrebbero partire già la prossima estate, inizialmente in Austria, attraverso il marchio Drei, e in Italia con WINDTRE.
Se i test daranno risultati positivi, il modello D2D potrebbe diventare una componente stabile delle infrastrutture di telecomunicazione europee, per ampliare la copertura e garantire connettività anche nelle aree più difficili da raggiungere con le reti tradizionali.










