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Attacco all’Iran: prezzi di gas e petrolio in aumento, le ripercussioni in bolletta

da | 2 Mar 2026

Il Codacons lancia l’allarme: dopo l’attacco all’Iran da parte di USA e Israele, le quotazioni internazionali di petrolio e gas sono schizzate al rialzo. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente spingono i mercati energetici e riaccendono i timori sui prezzi. Il rischio, avverte l’associazione dei consumatori, è che anche le bollette energetiche degli italiani possano presto subire una nuova stangata.

Guerra in Iran e stretto di Hormuz: perché i prezzi di petrolio e gas volano

I conflitti e le tensioni internazionali restano uno dei fattori più determinanti nella dinamica dei prezzi delle materie prime, dal momento che influenzano produzione, trasporti e approvvigionamenti a livello globale.

L’attacco da parte di USA e Israele contro l’Iran sta producendo proprio i primi effetti in tal senso, a cominciare dal trasporto di petrolio e gas naturale liquefatto. A pesare è soprattutto la chiusura dello Stretto di Hormuz, il braccio di mare che separa la penisola arabica dalle coste iraniane e attraverso cui transita circa un quinto del petrolio commercializzato a livello globale. Uno snodo essenziale per gli equilibri energetici mondiali.

Stretto di Hormuz, Google Maps

Il Codacons segnala che le quotazioni internazionali hanno già registrato forti rialzi. Il Brent, punto di riferimento per l’Europa, è passato dai circa 72 dollari al barile del 27 febbraio agli attuali 79 dollari, segnando un incremento del +9,7%. Analoga dinamica per il WTI, benchmark del mercato statunitense, salito dai 66,5 dollari di fine febbraio a oltre 72 dollari al barile, con un aumento del +9,4%.

Gli effetti dell’attacco all’Iran su benzina e gasolio

La crisi in Medio Oriente ci riguarda da vicino. I listini dei carburanti alla pompa sono già aumentati, come registra il Codacons sulla base dei dati MIMIT:

  • Il prezzo medio della benzina in modalità self passa dalla media nazionale di 1,672 euro al litro del 27 febbraio, a una media di 1,681 euro/litro di oggi, 2 marzo;
  • Il gasolio, nello stesso periodo, passa da 1,723 a 1,736 euro al litro

E questi ritocchi sui listini non riflettono ancora completamente il forte aumento del petrolio sui mercati internazionali.

Se il prezzo del petrolio continuerà a salire nei prossimi giorni, allora i prezzi potrebbero aumentare in modo più significativo, facendo sentire concretamente l’effetto sulla spesa per fare il pieno.

Con la guerra in Iran aumenteranno anche le bollette

Gli aumenti, comunque, non riguarderanno solo benzina e gasolio. Il Codacons mette in evidenza i possibili rincari delle bollette energetiche, segnalando un rialzo del 25% delle quotazioni dell’indice TTF, arrivato a 39,85 euro al megawattora, ai massimi livelli da febbraio 2025. Rispetto alla segnalazione dell’associazione, inoltre, il TTF è ulteriormente aumentato nelle ore pomeridiane del 2 marzo, raggiungendo un allarmante +49% (47,62 euro al megawattora).

Ma cosa significa questo per il nostro Paese? Il TTF (Title Transfer Facility) è il mercato olandese del gas naturale, la piattaforma europea di riferimento dove vengono fissati i prezzi a cui compratori e venditori scambiano gas. È considerato un indicatore chiave perché influenza i mercati collegati in tutta Europa, incluso il PSV, il Punto di Scambio Virtuale, cioè il mercato virtuale italiano del gas, che determina il prezzo nazionale di riferimento per le forniture.

Quando il prezzo del gas in Europa sale, anche il PSV tende a seguire lo stesso trend. Gli aumenti significativi del TTF, causati dalle tensioni geopolitiche in Iran, possono quindi tradursi in rialzi del prezzo del gas in Italia. L’incremento del PSV andrebbe dunque ad avere effetti concreti sulle bollette delle famiglie e delle imprese, con aumenti dei costi dell’energia.

A rischio anche le bollette della luce 

Gli aumenti previsti dal Codacons non riguardano esclusivamente le bollette del gas. Il mercato del gas e quello dell’energia elettrica sono strettamente collegati nel nostro Paese. Gran parte della produzione di elettricità in Italia dipende infatti da centrali termoelettriche alimentate a gas.

Ciò significa che l’impennata del TTF, e di conseguenza del PSV, potrebbe tradursi in un aumento dei prezzi dell’energia e, dunque, in tariffe più alte nella bolletta della luce di famiglie e imprese.

Va, poi, detto che il blocco del passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz, punto strategico per il transito di numerose materie prime, potrebbe portare anche ad aumenti dei prezzi al dettaglio di una moltitudine di prodotti.

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Redi Vyshka

Redi Vyshka

COO e co-fondatore di Switcho, esperto nei campi della consulenza manageriale e della finanza aziendale, Redi ha contribuito nel 2019 alla progettazione e al lancio del primo servizio in Italia che, con pochi clic, consente di analizzare le proprie spese di casa e di trovare le opportunità personalizzate di risparmio, dimenticandosi la burocrazia. Dalla nascita di Switcho, Redi prende parte a numerosi eventi su startup e settore energetico, grazie alla sua competenza pluriennale nel mercato delle forniture di gas e luce e nelle soluzioni per ridurre i costi in bolletta. Leggi tutti i suoi articoli e seguilo su LinkedIn.
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