Tra gli emendamenti al Dl bollette arriva una nuova stretta sul telemarketing. La normativa prevede che i contratti di luce e gas stipulati telefonicamente siano nulli se l’utente non ha espresso un consenso esplicito all’utilizzo dei propri dati per fini commerciali. L’obiettivo è tutelare i consumatori da pratiche aggressive e non autorizzate.
Indice
- Stretta sul telemarketing nel dl bollette
- Cosa cambierà con gli emendamenti al dl bollette sul telemarketing
- Asstel: “emendamenti discriminatori nei confronti degli operatori di telecomunicazioni”
- Gli altri emendamenti al dl bollette
Stretta sul telemarketing nel dl bollette
Arriva l’approvazione degli emendamenti al Dl bollette, il decreto pensato per contrastare il caro energia e aggiornato anche a seguito degli effetti della guerra in Medio Oriente, che ha reso necessarie modifiche e revisioni.
Tra le novità più rilevanti spicca la stretta sul telemarketing, destinata a rivoluzionare il settore. Con l’approvazione degli emendamenti, si impone uno stop alle chiamate se l’utente non ha espresso il consenso a essere contattato.
I contratti luce e gas stipulati al telefono, dunque, saranno considerati nulli se non c’è un formale consenso all’uso dei dati per fini commerciali.
Gli emendamenti chiariscono che la società energetica “potrà contattare il consumatore per telefono, anche attraverso l’invio di messaggi, qualora vi sia stata una richiesta effettuata direttamente attraverso interfacce informatiche oppure nei confronti dei propri clienti di energia elettrica e gas che abbiano espresso specifico consenso per ricevere proposte commerciali”. Tocca poi al professionista dimostrare la validità del contatto.
Cosa cambierà con gli emendamenti al dl bollette sul telemarketing
Le nuove regole non si limitano al consenso, ma intervengono in modo concreto anche sulle modalità con cui le aziende possono contattare i clienti.
Le società energetiche dovranno infatti utilizzare numeri telefonici chiaramente identificabili e riconducibili in modo univoco all’operatore. In sostanza, niente più chiamate da utenze anonime o difficili da verificare. Un passaggio importante, perché consente agli utenti di capire subito chi li sta contattando e con quale finalità.
Allo stesso tempo, viene rafforzato il ruolo dell’Autorità per le comunicazioni, che potrà intervenire bloccando le linee utilizzate per attività irregolari o per chiamate indesiderate. Se un contatto telefonico avviene al di fuori delle regole – ad esempio da numeri non autorizzati o senza i requisiti previsti – il contratto stipulato non avrà alcun valore. Inoltre, in caso di violazioni accertate, le linee coinvolte potranno essere sospese con effetto immediato, per rendere più difficile aggirare le norme.
Asstel: “emendamenti discriminatori nei confronti degli operatori di telecomunicazioni“
A pronunciarsi sugli emendamenti è Asstel, l’associazione di categoria che rappresenta la filiera delle comunicazioni in Italia, che ritiene che le modifiche al dl bollette rischino di creare uno squilibrio tra operatori.
Secondo l’associazione, infatti, con le nuove regole le aziende di telecomunicazioni che negli ultimi anni si sono ampliate anche al mercato dell’energia incontrerebbero maggiori difficoltà a promuovere offerte luce e gas ai propri clienti rispetto ad altri operatori.
Secondo l’associazione, quindi, si andrebbe a creare una sorta di doppio binario che imporrebbe regole più rigide per alcuni e meno per altri, con il rischio di alterare la concorrenza.
Per questi motivi, Asstel chiede una correzione per rendere il quadro più equo, sottolineando, inoltre, che le aziende Tlc stanno già affrontando ricavi in calo a fronte di grandi investimenti e che il loro ruolo sia centrale nell’innovazione digitale.
Gli altri emendamenti al dl bollette
Non c’è però solo la stretta sul telemarketing tra le novità introdotte dagli emendamenti al dl bollette. Il provvedimento si arricchisce infatti di una serie di misure pensate per ampliare le tutele e sostenere famiglie e imprese.
Tra queste, spicca l’estensione del bonus sociale anche agli utenti che utilizzano il teleriscaldamento, un sistema che oggi serve circa 1,36 milioni di abitazioni. Naturalmente, l’obiettivo è quello di allargare la platea dei beneficiari e rafforzare il contrasto alla povertà energetica, con l’inclusione di realtà finora escluse dagli aiuti.
Con un emendamento al dl bollette viene anche rinviata la data di uscita dell’Italia dal carbone, che slitta dal 2025 al 2038. Una scelta complessa, questa, dettata soprattutto dalla necessità di mantenere un equilibrio nei prezzi dell’energia, già sotto pressione a causa delle tensioni internazionali, dalla guerra in Medio Oriente al conflitto in Ucraina, che continuano a influenzare i mercati energetici. In questo contesto, la proroga punta a garantire maggiore stabilità e a tutelare il sistema produttivo e i consumatori.
Non mancano, infine, misure per accelerare gli investimenti nelle fonti rinnovabili. Gli emendamenti intervengono anche sul settore delle bioenergie e prevedono la riduzione degli oneri generali di sistema e una revisione degli incentivi per biogas e biomasse, con l’obiettivo di favorire una transizione energetica più sostenibile ed efficiente.










