Il rapporto Ember, think tank indipendente sull’energia, esamina l’impatto delle ondate di calore e della prolungata siccità di giugno-luglio 2026 sui sistemi energetici europei, in particolare in 4 Paesi, Italia compresa. Il fotovoltaico ha contribuito a soddisfare l’elevata domanda nelle ore diurne, ma è necessaria maggiore flessibilità della rete e investimenti nei sistemi di accumulo.


Indice
- Qual è l’impatto delle ondate di calore sul sistema energetico europeo
- La produzione idroelettrica raggiunge il livello più basso degli ultimi 10 anni
- Come l’energia solare ha “salvato” l’estate 2026 in Europa
- I limiti del fotovoltaico e la necessità di investimenti sui sistemi di accumulo
Qual è l’impatto delle ondate di calore sul sistema energetico europeo
Il caldo estremo e la prolungata siccità che hanno colpito l’Europa tra giugno e luglio non hanno messo sotto pressione solo le persone, ma anche la rete elettrica del continente.
A fare il punto della situazione è un recente rapporto di Ember, think tank indipendente specializzato nella transizione energetica. Lo studio analizza il comportamento dei sistemi energetici europei di fronte all’ondata di calore, concentrandosi in particolare su quattro Paesi: Italia, Francia, Spagna e Ungheria.
Paesi che hanno dovuto fare i conti con temperature che, in molti casi, hanno superato i 40 gradi e che hanno fatto aumentare la domanda di elettricità, a causa di un uso intensivo di sistemi di raffrescamento. La domanda giornaliera di energia è aumentata rispetto alla settimana precedente le ondate di calore (13-19 giugno):
- Fino al 28% in Italia;
- Al 23% in Ungheria;
- Al 14% in Francia;
- Al 13% in Spagna.
Proprio le alte temperature, assieme alla prolungata siccità in gran parte del continente, hanno messo a dura prova il sistema energetico dell’UE.
La buona notizia è che la rete ha tenuto e il merito va soprattutto al fotovoltaico. Proprio nelle ore centrali della giornata, quando condizionatori e impianti di raffreddamento lavoravano a pieno regime spingendo i consumi alle stelle, l’energia prodotta dal sole ha raggiunto livelli record.
Il report, però, evidenzia un chiaro campanello d’allarme: se di giorno il sole ci salva, la sera la rete va in sofferenza.
La produzione idroelettrica raggiunge il livello più basso degli ultimi 10 anni
Le alte temperature hanno portato sì a un aumento della domanda, ma anche a una limitazione di altre fonti energetiche a causa delle condizioni ambientali. In particolare:
- L’idroelettrico ha sofferto per i fiumi e i bacini a secco (la produzione UE è scesa ai minimi da oltre un decennio);
- Le centrali termoelettriche e nucleari hanno dovuto ridurre la produzione perché l’acqua dei fiumi era troppo calda per raffreddare gli impianti;
- I cavi e i trasformatori elettrici hanno subito un calo di efficienza a causa delle altissime temperature ambientali.
La combinazione di questi fattori ha scatenato un’impennata dei costi dell’energia. Tra la fine di giugno e i primi di luglio, in corrispondenza dei picchi di caldo, i prezzi all’ingrosso sono schizzati verso l’alto: rispetto alla settimana precedente, i prezzi medi giornalieri sono più che raddoppiati in Ungheria (+119%), mentre hanno registrato rialzi consistenti in Francia (+44%), Italia (+13%) e Spagna (+7%).
E i picchi di prezzo si sono verificati anche nelle prime ore serali. Il 24 giugno, i prezzi del mercato elettrico in Italia hanno raggiunto i 285 €/MWh, il valore più alto in Italia dall’inverno 2022/23.
Come l’energia solare ha “salvato” l’estate 2026 in Europa
Il solare è stata l’unica grande fonte di energia a produrre più del solito. Le giornate torride sono spesso accompagnate da cieli sereni e un’elevata irradiazione. Nei mesi di giugno e luglio, il fotovoltaico ha coperto da solo il 25% dell’intera produzione elettrica dell’Unione Europea (52 TWh a giugno e 55 TWh a luglio, cifre mai viste prima).
Durante i giorni di canicola, la produzione solare media è salita del 17% in Francia e Ungheria e del 5% in Spagna rispetto ai giorni normali. Per dare un’idea concreta di questa potenza, Ember ha calcolato che a giugno un normale impianto sul tetto di una casa produceva abbastanza energia da tenere acceso un condizionatore domestico per ben 5 ore consecutive.
Insomma, durante il giorno l’abbondanza di energia pulita ha permesso di contenere i costi dell’elettricità.
I limiti del fotovoltaico e la necessità di investimenti sui sistemi di accumulo
Se durante le ore diurne il solare mostra la sua piena efficienza, il problema si sposta al tramonto. Nelle prime ore della sera, mentre il sole cala, le temperature rimangono molto alte e le persone rientrano a casa accendendo luci, elettrodomestici e impianti di aria condizionata.
Per evitare che le estati roventi dei prossimi anni mettano in ginocchio il sistema elettrico ed economico europeo, il rapporto Ember indica i sistemi di accumulo (che permettono di immagazzinare l’energia solare prodotta in eccesso per poi iniettarla in rete la sera, quando la domanda è ancora alta) come la chiave per potenziare la flessibilità del sistema energetico.
Come ha riassunto Chris Rosslowe, analista energetico di Ember:
“Il solare sta già facendo un lavoro enorme durante le ondate di calore, ma la vera sfida inizia dopo il tramonto. L’accumulo di energia tramite batterie è una delle soluzioni più efficaci per rendere il sistema energetico europeo più resiliente durante le estati più calde.”


Fonti
https://www.repubblica.it/green-and-blue/2026/08/28/news/ondate_di_calore_energia_europa-425548010/


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