Accelerare sulle energie rinnovabili il prima possibile per contrastare il caro energia. Lo suggerisce il Presidente ARERA Nicola Dell’Acqua durante l’audizione in Commissione attività produttive della Camera. Nel suo intervento, interviene sul tema dei prezzi dell’energia per cittadini e imprese.


Indice
- Accelerare sulle fonti rinnovabili: la soluzione ARERA per ridurre i prezzi di luce e gas
- Perché la transizione energetica aiuterà a ridurre i prezzi di gas e luce
- La battuta d’arresto dell’estate 2026: il clima frena le rinnovabili e fa risalire il gas
- ARERA sulla proroga STG: “non dipende da noi”
Accelerare sulle fonti rinnovabili: la soluzione ARERA per ridurre i prezzi di luce e gas
La transizione energetica richiede tempo, ma è l’unico vero scudo per proteggere consumatori e imprese dalle oscillazioni del mercato del gas naturale. È quanto emerge dall’intervento del Presidente ARERA, Nicola Dell’Acqua, durante l’audizione in Commissione attività produttive alla Camera sui costi dell’energia per famiglie e imprese.
Guardando all’attuale situazione dei mercati energetici, caratterizzati oggi da elevati prezzi di luce e gas a causa delle tensioni in Medio Oriente, il Presidente ARERA afferma che l’autorità sta lavorando su più fronti. Soprattutto su:
“L’implementazione delle più efficienti soluzioni regolatorie che consentano la diffusione e l’integrazione nel sistema elettrico delle fonti rinnovabili e dei sistemi di accumulo, affinché possano contribuire il più rapidamente possibile al cambiamento del mix produttivo.”
Perché la transizione energetica aiuterà a ridurre i prezzi di gas e luce
Sganciare il prezzo dell’elettricità da quello del gas nel nostro Paese è il passaggio fondamentale per proteggere consumatori e imprese dalle continue oscillazioni dei mercati energetici. Il gas naturale, infatti, alimenta ancora il 50% circa della generazione elettrica.
Ciò significa che quando il prezzo del gas all’ingrosso cresce, inevitabilmente aumenta anche quello dell’energia. Come spiega il Presidente ARERA, il PUN GME ha visto un progressivo rialzo da marzo 2026, a cui è seguito un periodo di diminuzione, per poi tornare a salire in estate. Ad agosto ha raggiunto la media di 180 €/MWh, a settembre 208 €/MWh (il valore più alto dal 2022), mentre nella prima decade di ottobre, la media è salita a 213 €/MWh.
Una sostituzione del gas con le fonti rinnovabili, però, permetterebbe di rompere il legame tra prezzi del gas e dell’elettricità e abbattere i costi in modo strutturale. Inoltre, i sistemi di accumulo giocherebbero un ruolo decisivo, in quanto consentirebbero di conservare l’energia pulita prodotta in abbondanza quando c’è sole/vento, per poi immetterla in rete nelle ore di picco serali.
La battuta d’arresto dell’estate 2026: il clima frena le rinnovabili e fa risalire il gas
Nonostante la traiettoria tracciata sia chiara, il percorso verso l’autonomia energetica non è privo di ostacoli, come ha dimostrato quanto accaduto a partire da giugno 2026, quando le vendite di energia pulita sono diminuite rispetto all’inizio dell’anno. In particolare:
- La produzione da fonte idrica nel 2026 è risultata inferiore circa del 21% rispetto al 2025;
- La produzione da fonte eolica nel 2026 è risultata inferiore circa del 13% rispetto al 2025.
Ad aver visto un aumento, invece, è stata la produzione termoelettrica, risultata superiore del 18% circa rispetto al 2025.
In questo quadro complesso emerge, però, un segnale positivo di fondo: la struttura del nostro mercato sta gradualmente cambiando.
Confrontando il 2026 con il 2025, è infatti aumentato il numero di ore in cui il prezzo finale dell’energia è stato fissato dalle fonti rinnovabili non programmabili (come solare ed eolico) e dalle importazioni dall’estero, riducendo di conseguenza il peso delle centrali termoelettriche.
ARERA sulla proroga STG: “non dipende da noi”
Guardando al futuro, ARERA richiama l’attenzione della politica su un appuntamento decisivo: marzo 2027. In tale data scadrà infatti il Servizio a Tutele Graduali (STG) e milioni di clienti passeranno definitivamente al mercato libero.
Un passaggio delicato che, secondo l’Autorità, richiederà la massima vigilanza per evitare rincari e garantire che la tutela del cittadino rimanga al centro della transizione.
Secondo l’analisi sui prezzi effettivi sostenuti dai clienti domestici, il STG è risultato più conveniente rispetto alle offerte commerciali del mercato libero. Analizzando i dati del primo semestre del 2026, i contratti del mercato libero (considerando sia quelli a prezzo fisso che variabile) sono costati in media il 35,5% in più rispetto a chi si trovava nel Servizio a Tutele Graduali.
Anche per questi motivi, il MASE ha comunicato che è allo studio una proposta di proroga del STG. Il Sistema a Tutele Graduali dovrebbe scadere il 31 marzo 2027, ma il MASE sta pensando di estendere il periodo fino al 31 dicembre 2027.
In merito alla proroga, però, Dell’Acqua ha chiarito la posizione dell’authority:
“Non dovete chiedere a noi. Noi possiamo darvi il nostro parere consultivo, ma sicuramente non dipende da noi un’eventuale proroga.”


Fonti
https://www.arera.it/atti-e-provvedimenti/dettaglio/26/360-26


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