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Il gas in Europa tocca i 100 €/MWh per la prima volta dal 2022

da | 2 Nov 2026

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Il prezzo del gas in Europa ha toccato i 100€/MWh, un livello di prezzo che non si vedeva dal 2022, quando lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina aveva dato il via a una grave crisi nel settore energetico. Jørgensen: “l’Europa si trova ad affrontare un’altra crisi energetica”. 

Indice

Il prezzo del gas supera i 100€/MWh: nuova crisi energetica in Europa

La quotazione del metano alla borsa energetica di Amsterdam (il TTF) ha registrato un aumento del 4,1%, arrivando a toccare i 100,04 €/MWh.

Parliamo di un livello di prezzo che non veniva raggiunto dal dicembre del 2022, periodo segnato dalla fase più acuta dell’emergenza energetica scaturita dallo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina. Una netta impennata rispetto ai circa 32 euro registrati prima dell’esplosione del conflitto con l’Iran a fine febbraio, pur mantenendosi ben distante dal picco assoluto di quasi 340 euro toccato nell’agosto del 2022.

Il traguardo era stato annunciato solo qualche ora prima dal commissario europeo per l’energia, Dan Jørgensen che aveva dichiarato che, proprio a causa delle tensioni geopolitiche, l’Europa si trova ad affrontare una nuova crisi energetica.

Perché il prezzo del gas sta aumentando: i fattori principali

L’aumento vertiginoso del prezzo del gas dipende da diversi fattori, in particolare:

  • Dai timori di un’escalation nel conflitto con l’Iran che minacciano di compromettere la stabilità dei flussi energetici globali, alimentando forti speculazioni e l’apprensione per possibili riduzioni dell’offerta;
  • Dalla carenza delle scorte europee a causa dei blocchi nelle spedizioni di gas naturale liquefatto, con forniture fondamentali come quelle del Qatar rimaste paralizzate. Arrivata all’estate già con giacenze ridotte, l’Unione Europea ha registrato a ottobre livelli di stoccaggio intorno al 75%, una soglia distante dal target stagionale del 90% solitamente previsto da ACER;
  • Dall’arrivo dei mesi invernali e, di conseguenza, dall’aumento della domanda stagionale per il riscaldamento domestico e industriale che sta esercitando un’ulteriore pressione al rialzo sui listini di mercato.

Costi dell’energia elevati fino al 2027 inoltrato

L’Europa, quindi, si trova ad affrontare una nuova crisi energetica e le tempistiche non sono ottimistiche. La Commissione Europea prevede difficoltà prolungate per il settore dei carburanti. Ha stimato, infatti, che l’offerta globale di gasolio rimarrà insufficiente a coprire agevolmente la domanda almeno fino a oltre la metà del 2027, con la conseguenza diretta di mantenere elevati i costi dell’energia per cittadini e imprese. 

È proprio per questo motivo che le istituzioni comunitarie puntano a potenziare la capacità produttiva degli impianti interni, un obiettivo reso tuttavia complesso dal fatto che l’Europa ha visto dismesso circa un quarto dei propri impianti di raffinazione negli ultimi vent’anni. Fattore, questo, che riduce l’autonomia industriale del continente e ne accentua la dipendenza dalle fluttuazioni dei mercati esteri.

Prezzo del gas in aumento in UE: cosa succederà in Italia

Le tensioni geopolitiche legate al conflitto in Iran – il cui rischio di escalation minaccia di ridurre ancor di più la disponibilità di materia prima – unite alla combinazione tra un’offerta ridotta nelle riserve UE e all’aumento dei consumi stagionali legato al riscaldamento per l’arrivo del freddo, hanno spinto anche il nostro Paese a prendere provvedimenti. 

Solo qualche settimana fa, il governo aveva finalmente trovato l’intesa con la Commissione UE sul price cap – un tetto massimo al prezzo del gas fissato all’ipotetica soglia di 58,9 euro al megawattora per un periodo compreso tra i 12 e i 18 mesi. 

Una misura che, considerato il legame profondo tra prezzo del gas e dell’energia nel nostro Paese, porterebbe a un calo del costo dell’energia elettrica prodotta, che per i cittadini si tradurrebbe in un risparmio stimato del 10% circa sulle bollette della luce.

Il Consiglio dei ministri del 28 ottobre ha rinviato il decreto bollette e il price cap. Giorgia Meloni ha però rassicurato che il rinvio non è dettato da problemi di copertura o con la Commissione Europea, ma per la necessità di alcune piccole modifiche tecniche. 

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Paolo Benazzi

Paolo Benazzi

Managing Director dei settori Energia e Telecomunicazioni ed esperto dei mercati energetici, internet e telefonia, Paolo entra nel 2013 in SOStariffe.it come Responsabile dello sviluppo business e, dal 2017, assume il ruolo di General Manager. Dopo l'acquisizione da parte del Gruppo MutuiOnline (oggi Moltiply Group) nel 2020, resta a capo dei verticali Telco e Pay-TV, Luce e Gas, Conti Correnti e Deposito, seguendo oggi i servizi Utilities di Segugio.it, Switcho e SOStariffe.it. Con oltre dieci anni di esperienza in questi mercati, è spesso interpellato da testate nazionali e locali e ha partecipato come ospite a programmi televisivi e radiofonici di approfondimento. Leggi tutti i suoi articoli.
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