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Energia, spunta la possibilità di un tetto ai prezzi di luce e gas

da | 12 Ott 2026

Il sottosegretario al Ministero del lavoro, Durigon, propone un price cap sulle bollette luce e gas, sulla scia di quanto già successo per i prezzi di benzina e gasolio. La misura farebbe parte di un pacchetto che lavori su più fronti per proteggere il potere d’acquisto di famiglie e lavoratori. 

Indice

Tetto ai prezzi di luce e gas: la proposta di Durigon

Un tetto al prezzo di luce e gas da parte dei grandi operatori energetici: è questa la proposta di Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e vicesegretario della Lega, che ha informato dell’iniziativa durante un’intervista al Corriere della Sera. 

I prezzi energetici continuano a farsi pesanti per i bilanci di cittadini e imprese, spinti anche da dinamiche di mercato complesse e rincari significativi, tra cui l’aumento per i clienti vulnerabili stabilito da ARERA del +37,3%.

Di fronte a una situazione di questo tipo, i bonus temporanei o altri sussidi a carico del bilancio pubblico non bastano più ed è evidente la necessità di escogitare nuove strategie strutturali. Sulla questione, il sottosegretario ha delineato la rotta con parole precise: 

“Sulle bollette di luce e gas sarà determinante concordare con le maggiori società interventi per mettere un tetto ai prezzi, come è avvenuto per i carburanti”.

Price cap su luce e gas sul modello di benzina e gasolio

Il sottosegretario fa riferimento a un meccanismo che abbiamo già avuto modo di sperimentare e osservare nel recente passato. 

Secondo Durigon, infatti, dovrebbero essere coinvolti direttamente i grandi operatori energetici, chiamati a un vero e proprio “patto di responsabilità” per calmierare i listini. 

A fine settembre, del resto, Eni era stata la prima azienda a muoversi in questa direzione, introducendo autonomamente un tetto al prezzo massimo alla pompa per benzina e diesel. Una decisione a cui, a strettissimo giro, si erano allineati anche altri importanti marchi della distribuzione come IP, Q8 e Tamoil. 

Nonostante quella misura sia stata accolta con favore dal governo – pur senza spegnere del tutto le polemiche e le tensioni sul settore – è lecito interrogarsi sulla portata di un eventuale modello analogo applicato all’energia. Un tetto concordato sulle bollette potrebbe attenuare gli shock peggiori, ma difficilmente basterà da solo a risolvere in modo definitivo il problema strutturale del caro energia.

Non solo tetto al prezzo di luce e gas: il pacchetto di misure

L’introduzione di un price cap per le bollette di luce e gas non rappresenta una misura isolata o fine a sé stessa, ma si inserisce all’interno di un pacchetto di interventi ben più ampio. 

L’obiettivo è intervenire su più fronti in contemporanea per proteggere il potere d’acquisto di famiglie e lavoratori e, al tempo stesso, offrire un sostegno concreto al sistema produttivo e al comparto dei cantieri. 

All’interno di questa strategia, Durigon propone di stanziare almeno 8 miliardi di euro destinati all’adeguamento dei prezzi nei lavori pubblici, una boccata d’ossigeno ritenuta essenziale per scongiurare il blocco delle opere e il conseguente ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali. Parallelamente, per contrastare l’impatto dell’inflazione sui redditi, il piano prevede l’estensione del taglio strutturale del cuneo fiscale, pensato per alleggerire le trattenute e garantire stipendi netti più alti. 

A completare il quadro intervengono la detassazione dei rinnovi contrattuali, finalizzata a premiare la contrattazione collettiva, e l’introduzione di una start tax al calmiere del 5% mirata specificamente a favorire gli incrementi retributivi dei più giovani.

Quando arriverà il tetto al prezzo di luce e gas

Per il momento, quella lanciata da Durigon resta a tutti gli effetti una proposta politica inserita nel dibattito sulla prossima manovra economica, ben lontana dall’essere un provvedimento formale o un decreto già licenziato dal governo.

Affinché l’idea di un price cap sulle bollette possa effettivamente concretizzarsi, sarà indispensabile aprire un canale di dialogo e trovare un’intesa solida con i grandi attori del mercato energetico, replicando quella logica di concertazione volontaria già vista per il comparto dei carburanti. 

Oltre alla volontà politica e agli accordi con i giganti del settore, l’iter richiederà inevitabilmente diversi passaggi istituzionali e la verifica delle compatibilità di bilancio. Nei prossimi mesi si vedrà se questa carta politica riuscirà a tradursi in norme effettive o se rimarrà un obiettivo programmatico nel confronto tra le forze di maggioranza.

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Paolo Benazzi

Paolo Benazzi

Managing Director dei settori Energia e Telecomunicazioni ed esperto dei mercati energetici, internet e telefonia, Paolo entra nel 2013 in SOStariffe.it come Responsabile dello sviluppo business e, dal 2017, assume il ruolo di General Manager. Dopo l'acquisizione da parte del Gruppo MutuiOnline (oggi Moltiply Group) nel 2020, resta a capo dei verticali Telco e Pay-TV, Luce e Gas, Conti Correnti e Deposito, seguendo oggi i servizi Utilities di Segugio.it, Switcho e SOStariffe.it. Con oltre dieci anni di esperienza in questi mercati, è spesso interpellato da testate nazionali e locali e ha partecipato come ospite a programmi televisivi e radiofonici di approfondimento. Leggi tutti i suoi articoli.
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