Puoi risparmiare (per davvero) su luce e gas? Scoprilo con Switcho.

Analisi personalizzata
Senza burocrazia
Gratuito e digitale
News Luce e Gas

Energia, trattativa in corso tra Italia e UE sul tetto al gas

da | 28 Set 2026

La crisi energetica torna a infiammare i rapporti tra Roma e Bruxelles. Nonostante mesi di trattative e le misure inserite nel decreto bollette per calmierare il prezzo del gas, il negoziato con la Commissione Europea è in stallo. Pichetto Fratin: “Dobbiamo procedere per l’interesse nazionale”.

Indice

Il caro energia e la trattativa tra Italia e UE sul prezzo del gas

Il caro prezzi è, come lo definisce il Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, una “grande emergenza” nazionale, che sta mettendo in ginocchio interi comparti industriali italiani, penalizzati da un’eccessiva esposizione del Paese al costo del gas. 

Una ferita aperta per il tessuto produttivo che il governo ha cercato di arginare introducendo specifiche misure all’interno del decreto bollette. Tra i diversi interventi, infatti, il decreto includeva anche una norma strutturale pensata per tagliare i costi energetici e azzerare quel divario che zavorra le nostre aziende rispetto ai concorrenti esteri. 

Un piano che, però, si è scontrato con un muro normativo. 

Ad oggi, infatti, la misura non è stata ancora sbloccata perché, secondo l’Unione Europea, non risponde pienamente ai canoni comunitari in materia di concorrenza e aiuti di Stato.

Per Bruxelles, intervenire direttamente sui prezzi o calmierare i costi di approvvigionamento rischia di alterare le regole del mercato unico o di configurarsi come un sussidio statale non autorizzato. 

È proprio questo il nodo che ha dato il via a un braccio di ferro istituzionale che dura ormai da mesi.

Cosa aveva introdotto il decreto bollette

Il cuore del tentativo italiano verteva attorno alla neutralizzazione del cosiddetto “differenziale di prezzo”. 

Per comprendere la portata della misura, bisogna guardare ai mercati di riferimento del gas: 

  • Da un lato il TTF olandese, principale hub europeo dove i prezzi tendono a essere storicamente più bassi; 
  • Dall’altro il PSV (Punto di Scambio Virtuale), l’hub di riferimento italiano. 

Per ragioni strutturali, l’Italia paga tradizionalmente il gas a un prezzo superiore rispetto al TTF – a causa di costi di trasporto, logistica e dinamiche di approvvigionamento – proprio il cosiddetto differenziale di prezzo. 

Uno scarto che, anche se apparentemente può sembrare minimo, finisce per tradursi in centinaia di milioni di euro di extra costi annui per le imprese, che ne erodono la competitività internazionale. 

Il decreto bollette puntava proprio a colpire questo squilibrio e prevedeva interventi volti proprio a eliminare o sterilizzare tale differenziale di prezzo e sgravare così la manifattura e le industrie energivore da un fardello economico ormai insostenibile.

Il blocco e lo scontro con l’UE per il prezzo del gas

La volontà di alleggerire il carico sulle imprese ha dato il via a un negoziato con la Commissione Europea che si è trascinato per mesi senza approdare a una soluzione condivisa. 

Se da un lato l’Italia invoca la necessità di un intervento immediato per evitare la desertificazione industriale, dall’altro Bruxelles ribadisce che ogni misura nazionale deve comunque rispettare il quadro normativo europeo. 

Va detto, poi, che lo scontro non si limita al tema dell’eliminazione del differenziale di prezzo. 

Nel mirino della contesa c’è anche un altro pilastro del provvedimento: l’intenzione di rimuovere dai bilanci dei produttori di elettricità (tramite gas) i costi legati alle quote europee di emissione (ETS) e agli oneri di trasporto, prevedendo dei meccanismi di rimborso.

 Anche questa impostazione è stata contestata dalla Commissione, che la ritiene incompatibile con le regole della concorrenza comunitaria, bloccando di fatto la promessa di garantire miliardi di euro di risparmi strutturali.

Pichetto Fratin: “Procedere per l’interesse nazionale”

In questo contesto di totale blocco burocratico e politico, le recenti dichiarazioni del Ministro Gilberto Pichetto Fratin sembrano aprire a una svolta concreta. 

Il governo valuta di rompere gli indugi e ridurre i costi dell’energia anche senza attendere il via libera di Bruxelles. Pur confermando l’esistenza di un negoziato in corso, il Ministro ha ammesso che la trattativa è di fatto arenata, e afferma: 

“Questo eterno negoziato va superato: sulla misura per azzerare il differenziale che l’Italia paga sul prezzo del gas, anche con il dubbio di una procedura di infrazione, dobbiamo procedere per l’interesse nazionale. Mi sto preparando ad avviarla”. 

Insomma, l’esecutivo si trova a valutare l’opzione di procedere comunque con l’attuazione delle norme del decreto bollette, mettendo l’Unione Europea di fronte al fatto compiuto e nella piena consapevolezza del rischio di aprire un contenzioso formale con la Commissione.

Riassumi l’articolo con l’IA

Paolo Benazzi

Paolo Benazzi

Managing Director dei settori Energia e Telecomunicazioni ed esperto dei mercati energetici, internet e telefonia, Paolo entra nel 2013 in SOStariffe.it come Responsabile dello sviluppo business e, dal 2017, assume il ruolo di General Manager. Dopo l'acquisizione da parte del Gruppo MutuiOnline (oggi Moltiply Group) nel 2020, resta a capo dei verticali Telco e Pay-TV, Luce e Gas, Conti Correnti e Deposito, seguendo oggi i servizi Utilities di Segugio.it, Switcho e SOStariffe.it. Con oltre dieci anni di esperienza in questi mercati, è spesso interpellato da testate nazionali e locali e ha partecipato come ospite a programmi televisivi e radiofonici di approfondimento. Leggi tutti i suoi articoli.
Home » Luce e Gas » Energia, trattativa in corso tra Italia e UE sul tetto al gas

Ti potrebbe piacere anche

Risparmia sulle tue spese