L’Osservatorio Switcho ha analizzato il rapporto degli italiani con la spesa energetica, mettendo a confronto consumi e propensione a cambiare tariffa. Il quadro che ne emerge è netto: 9 bollette su 10 risultano migliorabili. E, a parità di vantaggio economico, a mostrare meno disponibilità allo switch sono gli under 30.


Indice
- Un risparmio potenziale ancora largamente inespresso
- I consumi nelle diverse generazioni
- Come cambia la propensione allo switch?
- Perché conviene muoversi adesso
Un risparmio potenziale ancora largamente inespresso
In un contesto in cui le tensioni geopolitiche continuano ad alimentare volatilità sui mercati energetici e pressioni sui prezzi, resta ampio lo spazio per ridurre il costo delle bollette di luce e gas.
Nel solo primo semestre del 2026, il risparmio potenziale individuato da Switcho per i suoi utenti ha superato gli 87 milioni di euro, che salgono a 250 milioni includendo anche l’intero 2025. Non si tratta di casi isolati: nove bollette su dieci, tra quelle esaminate, presentano condizioni che si potrebbero migliorare.
Ma dove si concentra questo potenziale e come si traduce nelle scelte dei consumatori? L’analisi di Switcho ha rilevato che consumi, convenienza dell’offerta e scelta di cambiare tariffa non procedono sempre di pari passo, con differenze significative tra le fasce d’età.
I consumi nelle diverse generazioni
Il primo dato riguarda i livelli di consumo, che seguono andamenti differenti per elettricità e gas:
- Sulla luce, i valori più alti si registrano tra i 41 e i 50 anni, con consumi medi superiori del 33% rispetto agli under 30.
- Per il gas, invece, il fabbisogno aumenta con l’età: gli over 70 consumano il 34% in più dei più giovani.
Il volume dei consumi incide anche sul risparmio ottenibile, che in media si attesta a 157 euro l’anno per l’elettricità e 163 euro per il gas.
- Nel caso della luce le differenze tra generazioni sono contenute, dai 149 euro degli under 30 ai 165 euro della fascia 51-60 anni.
- Sul gas, invece, si distinguono gli over 70, con un risparmio potenziale di 198 euro annui: circa 30 euro in più rispetto agli under 30 e quasi 40 in più rispetto alle fasce 31-50 anni, anche in ragione dei consumi più elevati.
Come cambia la propensione allo switch?
È però sul comportamento di fronte alla stessa opportunità economica che emerge la differenza più netta. La propensione a cambiare offerta cresce, com’era prevedibile, con l’aumentare del risparmio ottenibile.
Per questo Switcho ha confrontato le generazioni all’interno delle stesse fasce di beneficio potenziale, rilevando che in ogni caso gli under 30 sono i meno inclini al cambio.
Nella fascia di risparmio più bassa, ad esempio, gli over 70 mostrano una propensione allo switch superiore rispetto ai più giovani: +62% per la luce e +25% per il gas.
Il dato è interessante perché ci dice che la presenza di un vantaggio economico non basta, da sola, a determinare una scelta: anche di fronte a opportunità di risparmio comparabili, i comportamenti restano diversi. Non è un aspetto da sottovalutare, perché significa che una parte del risparmio possibile rischia di rimanere inespressa.
Perché conviene muoversi adesso
Questa riflessione pesa ancora di più in una fase in cui i mercati energetici sono molto volatili e ci avviciniamo ai mesi di maggiore consumo. Le prospettive, del resto, rafforzano l’esigenza di agire: nelle proiezioni di settembre, la BCE ha rivisto al rialzo, rispetto a giugno, le ipotesi per il terzo trimestre 2026, con +20% per i prezzi all’ingrosso del gas e +50% per quelli dell’elettricità.
In questo scenario, verificare le condizioni della propria fornitura e intervenire quando esistono alternative più vantaggiose può avere un impatto concreto sulla spesa delle famiglie.


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