FiberCop, la società incaricata della gestione della rete in fibra ottica in Italia, ha presentato una nuova proposta di revisione dei listini per i servizi all’ingrosso. Il piano prevede una riduzione dei prezzi per le connessioni FTTH, con l’obiettivo di accelerare la transizione verso la fibra e sostenere nuovi investimenti infrastrutturali.
Indice
- La proposta FiberCop di revisione dei listini
- Separazione FiberCop da TIM: cosa è cambiato
- Nuovi listini FiberCop: prezzi FTTC in crescita e FTTH in calo
- Anche coi nuovi listini, prezzi tra i più bassi in Europa
- Quando entreranno in vigore i nuovi prezzi FiberCop
La proposta FiberCop di revisione dei listini
Dopo essere stata riconosciuta dall’Agcom come operatore wholesale-only, FiberCop ha presentato la propria proposta di revisione dei listini per i servizi all’ingrosso che interviene sulla struttura dei prezzi applicati agli operatori che utilizzano l’infrastruttura di rete.
Cosa significa operatore wholesale-only? Si tratta di un’azienda di telecomunicazioni che realizza e gestisce infrastrutture di rete vendendo accesso solo ad altri operatori, non direttamente ai clienti finali.
La proposta sembra avere una direzione chiara: sostenere e rendere più sostenibili gli investimenti necessari allo sviluppo della fibra ottica sul territorio nazionale. Attraverso una rimodulazione delle tariffe, FiberCop punta infatti a incentivare la diffusione della tecnologia FTTH, considerata strategica per la modernizzazione delle infrastrutture digitali italiane e per garantire maggiore copertura e prestazioni più elevate agli utenti finali.
Separazione FiberCop da TIM: cosa è cambiato
Per capire l’impatto della proposta di FiberCop è importante fare un passo indietro, al momento in cui il suo riconoscimento come operatore wholesale-only ha modificato in modo significativo il quadro del mercato.
Per molti anni, infatti, il settore delle telecomunicazioni in Italia è stato caratterizzato da prezzi tra i più bassi in Europa, frutto di una regolazione che imponeva all’allora operatore dominante, TIM, di applicare tariffe molto contenute per l’accesso alla rete. L’obiettivo era evitare vantaggi competitivi nella vendita diretta ai clienti finali e favorire la concorrenza tra operatori.
Se è vero che questa impostazione ha funzionato nel breve periodo, mantenendo bassi i prezzi, lo è anche che nel tempo ha reso meno sostenibile il finanziamento delle grandi opere infrastrutturali necessarie per lo sviluppo della fibra ottica.
Oggi, con FiberCop focalizzata esclusivamente sulla gestione della rete, il modello punta a garantire maggiore neutralità. FiberCop, infatti, offre accesso paritario a tutti gli operatori retail – WINDTRE, Fastweb o Iliad – senza conflitti di interesse.
Nuovi listini FiberCop: prezzi FTTC in crescita e FTTH in calo
L’obiettivo di FiberCop è quello di estendere la copertura della fibra ottica su tutto il territorio nazionale, sostenendo un piano di investimenti da circa 10 miliardi di euro nel quadriennio 2024-2027, con particolare attenzione alla migrazione dal rame alla fibra.
In questa direzione si inserisce la revisione dei listini, che prevede un aumento dell’8,8% dei prezzi dei servizi FTTC entro la fine del 2026. Al contrario, i prezzi della fibra pura FTTH vedranno un calo.
Una scelta, questa, che potrebbe avere due effetti sul mercato:
- Incentivare progressivamente gli operatori retail a ridurre l’utilizzo delle reti in rame, meno efficienti e più costose nel lungo periodo, e quindi favorire la migrazione dei clienti verso la fibra ottica dove disponibile;
- Rafforzare ulteriormente gli investimenti degli operatori nella rete grazie alla maggiore domanda di servizi FTTH, accelerando così il processo complessivo di modernizzazione infrastrutturale.
Anche coi nuovi listini, prezzi tra i più bassi in Europa
Nonostante la revisione dei listini, l’Italia è destinata a mantenere un livello di prezzi wholesale tra i più bassi in Europa.
Il punto di partenza del mercato nazionale resta infatti storicamente contenuto, anche rispetto ai principali Paesi europei. A ciò si aggiunge un contesto regolatorio ancora molto attento, in cui l’Agcom continua a vigilare affinché le tariffe restino equilibrate e non penalizzino la concorrenza tra operatori.
Un ulteriore elemento è la forte competizione nel mercato retail, che contribuisce a mantenere pressione sui prezzi finali offerti ai consumatori. In questo scenario, la revisione dei listini non rappresenta un aumento generalizzato dei costi, quanto piuttosto un intervento di riequilibrio volto a correggere alcune distorsioni strutturali del sistema.
Quando entreranno in vigore i nuovi prezzi FiberCop
I nuovi prezzi dovranno ora passare al vaglio dell’Agcom e, solo dopo l’approvazione, entrerebbero in vigore a partire da metà settembre.
Per gli operatori retail si aprirebbe così una finestra di transizione di circa sei mesi, durante la quale sarà possibile riorganizzare le offerte commerciali e pianificare il passaggio dei clienti verso le reti in fibra, senza cambiamenti bruschi e con un adattamento graduale al nuovo assetto tariffario.
Come ha spiegato Giovanni Moglia, chief regulatory officer di FiberCop, in un’intervista al Sole 24 Ore:
“Con la proposta di revisione dei listini, prevista dalla nuova regolamentazione, puntiamo ad avvicinare gradualmente l’Italia alle best practice europee, restando al tempo stesso il Paese con i prezzi all’ingrosso più competitivi del continente.”
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