Intelligenza artificiale, cloud computing, proliferazione di dispositivi connessi stanno aumentando la domanda di connettività sempre più veloce e affidabile in tutta l’area OCSE. È quanto rivelano le ultime statistiche ufficiali sulla banda larga pubblicate dall’organizzazione.


Indice
- Perché la domanda di banda ultra-larga sta esplodendo: i dati OCSE
- Cresce la domanda di dati mobili
- La continua espansione della fibra ottica nei Paesi OCSE
- Cresce anche la FWA e calano gli abbonamenti DSL
- Raddoppiano gli abbonamenti Machine-to-machine
- Dati OCSE: accessibilità, ma anche qualità della connettività
Perché la domanda di banda ultra-larga sta esplodendo: i dati OCSE
La trasformazione digitale in corso nell’intera area dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico esige oggi un’infrastruttura di rete estremamente reattiva e performante. L’adozione di algoritmi generativi e avanzati, la migrazione dei dati aziendali sui server cloud e l’automazione dei processi quotidiani richiedono infatti volumi di traffico e velocità di trasmissione senza precedenti.
Rispondere a questo fabbisogno è diventato fondamentale per sostenere la competitività economica dei Paesi sviluppati.
Cresce la domanda di dati mobili
Uno dei motori principali di questa crescita risiede nella connettività in mobilità. Il consumo di dati su reti mobili continua a registrare ritmi di crescita sostenuti in tutto il blocco dei Paesi OCSE.
Nel 2025, il consumo di dati mobili ha raggiunto i 17 GB per SIM al mese. Parliamo di un aumento del +130% rispetto ai 7,4 GB del 2020.
Tra i Paesi dell’organizzazione a registrare il consumo di dati mobili più elevati in abbonamento sono stati la Lettonia, con una media di ben 66 GB di dati al mese per ogni abbonamento, la Lituania (54 GB) e la Finlandia (49 GB).
La continua espansione della fibra ottica nei Paesi OCSE
Mentre la rete mobile garantisce flessibilità in movimento, l’ossatura della connettività domestica e aziendale si sta trasferendo in modo definitivo sulla fibra ottica. Nel mercato della banda larga fissa, dove la penetrazione media ha raggiunto una fase di maturità passando dal 33% al 37% di abbonamenti ogni 100 abitanti nel quinquennio 2020-2025, la vera evoluzione riguarda la qualità della tecnologia impiegata.
La fibra ottica fino a casa (FTTH) rappresenta oggi la maggioranza assoluta delle connessioni fisse nell’area OCSE (51% del totale degli abbonamenti fissi).
A fare da apripista sono contesti geografici caratterizzati da forti investimenti pubblici e privati, con picchi di penetrazione straordinari in Paesi come Corea del Sud, Giappone e Spagna, affiancati dai mercati dell’America Latina dove la quota di linee in fibra è quasi triplicata negli ultimi anni.
Se guardiamo ai singoli Stati, nel 2025 ben otto Paesi OCSE hanno visto la fibra superare l’80% di tutte le connessioni fisse. In cima alla classifica c’è l’Islanda con il 96%, seguita da Corea del Sud (92%), Spagna (91%), Finlandia (85%), Cile (84%), Francia (82%), Lituania (82%) e Lettonia (80%).
Un dato interessante riguarda l’Europa: da una parte domina la classifica con sei Paesi tra i primi otto, ma dall’altra mostra differenze enormi al suo interno. Nazioni come Germania, Austria e Belgio rimangono infatti molto indietro, con la fibra che non raggiunge nemmeno il 20% del totale dei contratti.
Cresce anche la FWA e calano gli abbonamenti DSL
Dove la fibra stenta ad arrivare, ci pensa la FWA (la connettività wireless fissa) a fare la differenza.
Nell’area OCSE le connessioni FWA sono passate dal 4,8% del 2023 al 5,8% del 2025.
Sembra una quota contenuta, ma in molti territori questa tecnologia è diventata fondamentale: in Repubblica Ceca ben il 38% degli abbonamenti fissi viaggia su FWA e percentuali importanti si registrano anche in Bulgaria (23%), Slovacchia (22%), Croazia (21%) e Nuova Zelanda (20%).
Numeri, questi, che mostrano chiaramente come la FWA sia un’alleata preziosa per portare l’alta velocità nelle zone più remote, rurali e difficili da raggiungere con i cavi.
Mentre la FWA cresce, le vecchie connessioni in rame crollano vertiginosamente. Tra il 2020 e il 2025 gli abbonamenti DSL nei Paesi OCSE sono quasi dimezzati (-47%), spinti dal passaggio di massa degli utenti verso la fibra.
Anche la banda larga via cavo perde colpi e segna un calo del 16% nello stesso periodo a causa della concorrenza spietata di fibra e 5G.
Il cavo resiste bene in alcune realtà – rappresenta ancora oltre la metà del mercato negli Stati Uniti (54%) e in Belgio (51%), con quote rilevanti in Canada (47%), Paesi Bassi (39%) e Ungheria (39%) – ma la tendenza è chiara: man mano che la fibra si diffonde e le reti senza fili migliorano, la banda via cavo è destinata a cedere gradualmente il passo.
Raddoppiano gli abbonamenti Machine-to-machine
A connettersi a Internet non sono più soltanto le persone, ma un numero sempre maggiore di oggetti.
Tra il 2020 e il 2025 gli abbonamenti Machine-to-Machine (M2M) nei Paesi OCSE sono quasi raddoppiati, segnando un +98% trainato dalla diffusione dell’Internet of Things e dall’automazione industriale.
A correre più veloce di tutti è la Lituania, con una crescita record del 42% all’anno, seguita da Spagna (40%) e Portogallo (36%). Guardando invece ai volumi complessivi, la classifica è guidata dagli Stati Uniti con ben 282 milioni di abbonamenti M2M, seguiti dalla Germania con 86 milioni.
La connettività tra macchine è ormai fondamentale per le smart city, per la logistica avanzata e per le fabbriche intelligenti, ma si riflette anche nella vita di tutti i giorni tra smartwatch, auto connesse ed elettrodomestici smart.
Dati OCSE: accessibilità, ma anche qualità della connettività
Nel complesso, il quadro tracciato dall’OCSE evidenzia come, se negli anni passati l’obiettivo primario fosse l’estensione geografica della copertura per garantire un accesso universale, oggi la sfida si sia spostata sulla qualità e sulle prestazioni complessive dell’infrastruttura.
L’avvento massiccio dell’intelligenza artificiale e del cloud computing dimostra che un semplice accesso alla rete non è più sufficiente. La vera differenza per lo sviluppo economico, la produttività industriale e l’inclusione sociale risiede nella capacità di garantire latenze minime, stabilità e velocità da gigabit.


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