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Report Ookla: le reti 5G sono pronte ai carichi di lavoro dell’AI?

da | 16 Lug 2026

Le nostre reti mobili 5G non sono ancora pronte a gestire il boom dell’intelligenza artificiale. È quanto emerge dall’ultimo rapporto Ookla, che ha utilizzato i dati di Speedtest Intelligence relativi al 2025, raccolti in 22 mercati globali e presso 86 operatori, per analizzare i punti deboli dell’attuale infrastruttura rispetto alle reali e imminenti esigenze delle applicazioni AI. 

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Indice

Velocità di upload e AI: i risultati del rapporto Ookla 

Il paradigma che ha guidato lo sviluppo delle reti mobili per vent’anni, incentrato quasi esclusivamente sulle performance in download, mostra oggi i suoi limiti strutturali di fronte alle necessità dell’intelligenza artificiale. 

Se la fruizione di contenuti tradizionali richiede lo scaricamento di dati, le applicazioni AI invertono questa dinamica, esigendo un flusso continuo e massivo in upload associato a tempi di risposta quasi istantanei. 

L’analisi di Ookla evidenzia come i mercati che guidano le classifiche per velocità di download non siano necessariamente i più pronti a sostenere questo carico simmetrico.

 L’esempio più emblematico è l’India: pur posizionandosi al nono posto globale per velocità di download tra i paesi esaminati, il suo network non riesce a garantire la latenza minima richiesta (stabilita sotto i 50 millisecondi) persino per le interazioni AI basate su semplici prompt di testo. La velocità pura, insomma, non è più un indicatore sufficiente

Quanto sono pronte all’AI le reti 5G nel mondo e in Italia

Il rapporto di Ookla ha analizzato 22 paesi in tutto il mondo per testare l’efficienza delle loro reti 5G rispetto all’uso dell’intelligenza artificiale. È proprio sulla base delle diverse tipologie di AI che si possono raccogliere i risultati più significativi:

  • Per elaborare i classici prompt testuali, le reti devono garantire una latenza inferiore a 50 millisecondi. In questo contesto, il 5G odierno si dimostra adeguato al traffico attuale, con 18 mercati su 22 che superano il test. Anche l’Italia risulta promossa, sebbene per il rotto della cuffia (il nostro Paese registra, infatti, un tempo medio di risposta pari a 49,6 millisecondi). Al contrario, quattro mercati chiave (Corea del Sud, India, Stati Uniti e Spagna) falliscono l’obiettivo e si posizionano appena al di fuori della soglia;
  • Quando si interagisce a voce con l’assistente digitale, i requisiti diventano più stringenti, con risposte sotto i 40 millisecondi. I paesi promossi scendono a 13, con Singapore che guida saldamente la classifica globale grazie a un’eccellente latenza di 24,6 millisecondi, seguito dagli Emirati Arabi Uniti che si attestano a 31,1 millisecondi.

I dati del rapporto, però, dimostrano che la sfida più ardua riguarda l’AI del futuro, in particolare la realtà aumentata e la visione computazionale multimodale, che richiede risposte immediate e una latenza inferiore ai 10 millisecondi. Un traguardo per il quale nessun operatore al mondo è attualmente pronto. 

In questo specifico ambito, persino nelle implementazioni 5G più avanzate, le reti attuali mostrano i propri limiti strutturali, con la sola eccezione di Singapore che riesce quantomeno a scendere sotto la soglia minima e più permissiva dei 30 millisecondi.

La sfida del Cloud: perché la velocità del 5G da sola non basta

L’efficienza del 5G mobile rappresenta solo metà del percorso: una volta raggiunta l’antenna, i dati devono viaggiare fino al Cloud, giganteschi server remoti (come la piattaforma AWS di Amazon, per esempio) dove l’AI effettivamente pensa ed elabora le risposte. Più questa tratta è lenta, peggiore sarà l’esperienza per l’utente.

In questo contesto, la vicinanza geografica e il collegamento diretto ai server fanno la differenza. L’Europa eccelle grazie a infrastrutture ottimizzate. Per esempio, la Germania (ma anche il Regno Unito) si connette ai server AWS in appena 42,2 millisecondi (44,0 millisecondi per il Regno Unito). Ottimi risultati si registrano anche in Corea del Sud, dove la latenza media per raggiungere i principali cloud provider (AWS, Microsoft Azure, Google Cloud o Oracle) è di 42,5 millisecondi. Al contrario, gli Stati Uniti pagano le enormi distanze geografiche del Paese, attestandosi su una media più alta e penalizzante di 70 millisecondi.

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Redi Vyshka

Redi Vyshka

COO e co-fondatore di Switcho, esperto nei campi della consulenza manageriale e della finanza aziendale, Redi ha contribuito nel 2019 alla progettazione e al lancio del primo servizio in Italia che, con pochi clic, consente di analizzare le proprie spese di casa e di trovare le opportunità personalizzate di risparmio, dimenticandosi la burocrazia. Dalla nascita di Switcho, Redi prende parte a numerosi eventi su startup e settore energetico, grazie alla sua competenza pluriennale nel mercato delle forniture di gas e luce e nelle soluzioni per ridurre i costi in bolletta. Leggi tutti i suoi articoli e seguilo su LinkedIn.
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