Il mercato globale delle connessioni Internet satellitari ad alta velocità sta per cambiare radicalmente: Amazon Leo, il servizio a banda larga via satellite sviluppato dal colosso dell’e-commerce, è pronto a debuttare con i primi test commerciali programmati per la fine del 2026. Si apre così una sfida aperta con Starlink di SpaceX che, fino a oggi, aveva dominato indisturbato il settore.
Indice
- Cos’è Amazon Leo e a che punto è il progetto
- Amazon Leo vs Starlink: l’impatto sul mercato dell’Internet satellitare
- Amazon Leo: quando arriverà il servizio
Cos’è Amazon Leo e a che punto è il progetto
Amazon Leo è l’ambiziosa infrastruttura spaziale di Amazon concepita per offrire una rete Internet satellitare ad alte prestazioni, a bassa latenza e a banda larga.
Il progetto (precedentemente noto come Project Kuiper) si appresta a fare il suo debutto ufficiale sul mercato poiché ha appena raggiunto il traguardo storico del numero minimo di satelliti funzionanti in orbita, la massa critica necessaria per attivare l’infrastruttura e sbloccare la fase commerciale.
Proprio negli scorsi giorni, l’azienda ha completato con successo il lancio in orbita di altri 29 satelliti, facendo balzare il conteggio complessivo della sua flotta a quota 396 dispositivi attivi. Uno schieramento iniziale che garantisce una copertura stabile e continua e consente ai terminali posizionati a terra di agganciare il segnale senza il rischio di fastidiose interruzioni di linea.
Amazon Leo vs Starlink: l’impatto sul mercato dell’Internet satellitare
Il debutto di Amazon Leo si inserisce in un contesto tecnologico che, finora, è stato dominato quasi esclusivamente da Starlink, la celebre sussidiaria di SpaceX guidata da Elon Musk.
Guardando i numeri attuali, il divario tra le due forze in campo non è da sottovalutare: a fronte dei 396 satelliti posizionati da Amazon, la costellazione di Starlink può già vantarne circa 10.000 in orbita.
Si tratta, però, di una sproporzione del tutto normale se si considera che la società di Musk ha iniziato i propri lanci strategici già nel lontano 2018. Amazon, dal canto suo, non intende restare a guardare e ha già pianificato il lancio di altri 3.200 satelliti nel corso dei prossimi anni per completare la sua autostrada digitale. Rimane, poi, il fatto che la flotta attualmente in orbita è già sufficiente per avviare un primo servizio limitato entro la fine dell’anno.
Al di là della rivalità aziendale, l’accendersi di questa competizione può generare non pochi vantaggi per gli utenti finali. Questo, soprattutto perché la rivalità tra le due aziende costringerà inevitabilmente entrambi i concorrenti:
- a ottimizzare le tariffe degli abbonamenti mensili;
- a migliorare l’efficienza tecnica delle parabole domestiche per catturare il segnale.
Nonostante la rivalità commerciale, l’obiettivo di fondo delle due multinazionali rimane lo stesso: abbattere il digital divide su scala globale e portare Internet ultraveloce nelle comunità rurali più isolate, nelle isole minori, a bordo di navi in mezzo all’oceano e su aerei di linea, oltre che in tutte quelle aree geografiche che non potranno mai essere raggiunte dalla tradizionale infrastruttura in fibra ottica.
Amazon Leo: quando arriverà il servizio
Le premesse sono entusiasmanti, ma la diffusione della rete seguirà criteri molto graduali.
Come abbiamo visto, il piano strategico di Amazon prevede l’avvio di un primissimo piano commerciale entro la fine del 2026. Va detto, però, che questo debutto sarà inizialmente limitato e non accessibile al grande pubblico dei consumatori privati.
La connettività di Amazon Leo sarà infatti riservata esclusivamente a particolari e ristrette categorie (grandi aziende, enti governativi, operatori di telecomunicazioni che opereranno all’interno di specifiche aree pilota) e solo, per il momento, negli Stati Uniti.
L’Europa e il resto del mondo dovranno quindi attendere ancora un po’ prima di poter testare sul campo la nuova alternativa firmata Amazon.










