{"id":156876,"date":"2026-04-16T10:09:39","date_gmt":"2026-04-16T10:09:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.switcho.it\/blog\/?p=156876"},"modified":"2026-04-16T10:09:40","modified_gmt":"2026-04-16T10:09:40","slug":"transizione-energetica-problemi-soluzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.switcho.it\/blog\/luce-gas\/transizione-energetica-problemi-soluzioni\/","title":{"rendered":"Decarbonizzazione e transizione energetica: a che punto siamo?"},"content":{"rendered":"\n<p>La necessit\u00e0 di ridurre le emissioni globali e di accelerare la transizione energetica \u00e8 uno dei temi pi\u00f9 caldi degli ultimi anni. Non si tratta di proteggere il pianeta<strong>: basti guardare l\u2019impatto della Crisi in Medio Oriente sulle nostre bollette <\/strong>per capire quanto quest\u2019argomento ci riguardi nel quotidiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo, abbiamo preparato per te un approfondimento su problemi, soluzioni possibili e obiettivi della transizione energetica \ud83c\udf0d<\/p>\n\n\n\n<p>Indice<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"#a-che-punto-siamo\" type=\"internal\" id=\"#a-che-punto-siamo\">Processo di decarbonizzazione: a che punto siamo?<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"#fonti-gas-serra\" type=\"internal\" id=\"#fonti-gas-serra\">Quali sono le fonti di gas serra in Italia<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"#dipendenza-gas\" type=\"internal\" id=\"#dipendenza-gas\">Energia, perch\u00e9 dipendere dal gas \u00e8 un problema<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"#italia\" type=\"internal\" id=\"#italia\">La sfida italiana della transizione energetica<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"#rinnovabil\" type=\"internal\" id=\"#rinnovabil\">Rinnovabili: stato dell\u2019arte, problemi e soluzioni<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"#energia-casa\" type=\"internal\" id=\"#energia-casa\">Energia green in casa<\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"a-che-punto-siamo\"><strong>Processo di decarbonizzazione: a che punto siamo?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>La riduzione delle emissioni globali di CO2 \u00e8 un obiettivo primario per il benessere del nostro pianeta: l\u2019emissione di gas serra \u00e8 il responsabile del riscaldamento climatico.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019impatto del riscaldamento globale \u00e8 visibile tutti i giorni: eventi climatici estremi si imbattono su zone temperate, danneggiando agricoltura, trasporti e progressivamente anche la salute e l\u2019assetto geopolitico mondiale. Per questo, rallentarlo \u00e8 fondamentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra il dire e il fare, per\u00f2, ci sono delle differenze: se l\u2019obiettivo della riduzione della CO2 \u00e8 noto da anni,<strong> non sempre possiamo dirci soddisfatti dei risultati raggiunti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo raccolto l\u2019andamento della produzione di CO2 mondiale, europea e italiana negli ultimi 20 anni, e questi sono i risultati:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/28451019\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><noscript><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/visualisation\/28451019\/thumbnail\" width=\"100%\" alt=\"visualization\" \/><\/noscript><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Vediamo, infatti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list emoji_bullets emoji_right_arrow\">\n<li>Che a livello mondiale, le <strong>emissioni sono in continuo aumento<\/strong>: se hanno avuto un calo nel 2020 grazie allo stop delle attivit\u00e0 industriali per il COVID-19 (-5,20%), queste continuano ad aumentare di circa l\u20191% anno dopo anno, per un <strong>incremento totale di circa il 30% in vent\u2019anni<\/strong>. A trainare questa crescita sono la Cina (32%) e l&#8217;India (8%), paesi che, pur aderendo all&#8217;Accordo di Parigi, stanno vivendo un&#8217;incontrollata crescita demografica e industriale. Tra i paesi pi\u00f9 inquinanti ci sono anche gli Stati Uniti (13%), che invece sono usciti dall&#8217;Accordo di Parigi nel 2025.<\/li>\n\n\n\n<li>In Europa e in Italia c\u2019\u00e8 <strong>un\u2019inversione di tendenza<\/strong> rispetto al resto del mondo, che vede un\u2019effettiva e progressiva riduzione di CO2. Da notare come la crisi economica del 2009, quella sanitaria del 2020 e quella energetica del 2022-23 hanno rappresentato un\u2019accelerazione forzata di questo processo.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"tip-box\">E tu, invece, quanta CO2 produci con le tue abitudini? Scoprilo calcolando la tua <a href=\"https:\/\/www.footprintcalculator.org\/sponsor\/FR\/it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><strong>impronta ecologica<\/strong><\/a> \ud83e\udd13<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>La transizione verso un\u2019economia a basse emissioni di carbonio \u00e8 oggi guidata da una rete di <strong>accordi internazionali<\/strong> e strategie istituzionali che definiscono obiettivi, scadenze e strumenti concreti per contrastare il cambiamento climatico. Ecco i principali programmi di decarbonizzazione attualmente in vigore, cosa prevedono e a che punto siamo \ud83d\udc47<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-divi-layout\">[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_padding=&#8221;2px||1px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; width=&#8221;99.9%&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_accordion open_toggle_text_color=&#8221;#2D3748&#8243; open_toggle_background_color=&#8221;#F7F8FA&#8221; closed_toggle_text_color=&#8221;#2D3748&#8243; closed_toggle_background_color=&#8221;#F7F8FA&#8221; toggle_icon=&#8221;\ue050||divi||400&#8243; icon_color=&#8221;#2D3748&#8243; use_icon_font_size=&#8221;on&#8221; icon_font_size=&#8221;22px&#8221; module_id=&#8221;custom-accordion&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; toggle_text_color=&#8221;#2D3748&#8243; body_text_color=&#8221;#2D3748&#8243; text_orientation=&#8221;left&#8221; custom_padding=&#8221;||||false|false&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; custom_css_toggle=&#8221;margin-bottom: 0 !important&#8221; border_width_all=&#8221;0px&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][et_pb_accordion_item title=&#8221;Leggi di pi\u00f9 sulle strategie di decarbonizzazione \ud83d\udc47&#8221; open=&#8221;off&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_accordion_item][et_pb_accordion_item title=&#8221;Accordo di Parigi (2015)&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; open=&#8221;off&#8221;]<p><span style=\"font-weight: 400;\">Firmato da 196 Paesi nel dicembre 2015, \u00e8 il primo accordo globale legalmente <\/span><b>vincolante sui cambiamenti climatici<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Costituisce l\u2019attuazione operativa della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), la cornice internazionale di riferimento per tutte le politiche climatiche, attiva dal 1992.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Lo scopo ultimo \u00e8 di evitare che la<\/span><b> temperatura media globale aumenti di 2\u00b0C rispetto all\u2019era preindustriale<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, con l\u2019impegno ideale di mantenere l\u2019aumento di massimo +1,5\u00b0C entro il 2050. Gli obiettivi da raggiungere sono:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><b>Raggiungere la carbon neutrality entro il 2050<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, cio\u00e8 conseguire un bilancio neutro delle emissioni globali di gas serra.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Presentare periodicamente i <\/span><b>Contributi Determinati a Livello Nazionale <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">(NDC), ovvero piani nazionali d\u2019azione climatica con obiettivi progressivamente pi\u00f9 ambiziosi, aggiornati ogni cinque anni.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Monitorare i progressi attraverso il <\/span><b>Global Stocktake<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, una verifica che ogni cinque anni fa il punto su quanto i Paesi stiano effettivamente riducendo le emissioni e finanziando la transizione. Il primo ciclo si \u00e8 concluso alla COP28 di Dubai nel 2023.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><b>A CHE PUNTO SIAMO?<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il primo Global Stocktake, concluso alla COP28 di Dubai, ha fornito una fotografia chiara della situazione:&nbsp;<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Le <\/span><b>emissioni globali devono essere ridotte del 43%<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> entro il 2030 rispetto al 2019 per restare entro 1,5\u00b0C di aumento, ma i trend attuali sono ben lontani da questa traiettoria. Quasi tutti i Paesi hanno concordato sull\u2019impegno a triplicare la capacit\u00e0 di energie rinnovabili e a raddoppiare l\u2019efficienza energetica entro il 2030.&nbsp;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Da allora, il quadro si \u00e8 ulteriormente complicato: <\/span><b>gli Stati Uniti si sono ritirati dall\u2019Accordo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> nel gennaio 2025 con un ordine esecutivo del presidente Trump.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Secondo il rapporto ONU sulle emissioni, con le attuali politiche si arriverebbe a un <\/span><b>aumento della temperatura di 2,8\u00b0C<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, cio\u00e8 quasi il doppio rispetto all\u2019obiettivo ideale di 1,5\u00b0C.<\/span><\/li>\n<\/ul>[\/et_pb_accordion_item][et_pb_accordion_item title=&#8221;Green Deal Europeo e Pacchetto Fit for 55 (2019-2021)&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; open=&#8221;off&#8221;]<p><span style=\"font-weight: 400\">Il Green Deal \u00e8 un accordo presentato dalla Commissione europea nel 2019 con lo scopo di rendere l\u2019Unione Europea un\u2019economia sostenibile. Da qui il pacchetto legislativo<\/span><b> Fit fot 55<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, cio\u00e8 13 riforme che traducono le ambizioni del Green Deal in obblighi concreti per Stati membri e imprese.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Gli obiettivi sono:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">Raggiungere la <\/span><b>neutralit\u00e0 climatica<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> (zero emissioni nette)<\/span><b> entro il 2050<\/b><span style=\"font-weight: 400\">.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><b>Ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 55%<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> entro il <\/span><b>2030 <\/b><span style=\"font-weight: 400\">rispetto ai livelli del 1990.&nbsp;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">Incrementare la quota di energie rinnovabili dal 40% al <\/span><b>45%<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> (42,5% entro il 2030).<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Gli ambiti d\u2019intervento sono vari: energetico in primis, ma anche trasporti, edilizia, industria, agricoltura. Ecco invece gli strumenti legislativi fissati:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400\"><b>Riforma dell\u2019ETS<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> (Emission Trading System): il mercato europeo delle emissioni, attivo dal 2005 e potenziato con il Fit for 55. In pratica, chi inquina paga: le aziende acquistano permessi per emettere CO2, e pi\u00f9 emettono pi\u00f9 spendono. Ora esteso anche a trasporto marittimo, edifici e trasporto su strada.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><b>CBAM <\/b><span style=\"font-weight: 400\">(Carbon Border Adjustment Mechanism): \u00e8 una tassa sulle emissioni di CO2 applicata ai prodotti importati nell\u2019UE da Paesi senza vincoli climatici. In sostanza, se un paese UE produce inquinando all\u2019estero, al momento dell\u2019ingresso del prodotto in Europa paga la differenza.&nbsp;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><b>Standard emissioni auto<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: si tratta di un tetto massimo di CO2 che le auto nuove possono emettere. L\u2019obiettivo \u00e8 arrivare al <\/span><b>2035 <\/b><span style=\"font-weight: 400\">con il divieto di vendita di auto nuove a benzina e diesel, spingendo verso veicoli elettrici, ibridi o a carburanti sintetici.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Fin\u2019ora, i risultati raggiunti non sono incoraggianti. Per le auto, \u00e8 stata fatta una revisione sostanziale degli obiettivi: dal divieto totale di auto a benzina o diesel dal 2035, si \u00e8 passati all\u2019obiettivo del<\/span><b> 90% di auto elettriche entro il 2035<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, con spazio per ibridi, biocarburanti e carburanti sintetici.<\/span><\/p>[\/et_pb_accordion_item][et_pb_accordion_item title=&#8221;Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) &#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; open=&#8221;on&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il PNIEC \u00e8 il piano strategico, richiesto a ogni stato UE, che definisce dove l\u2019Italia deve arrivare entro il 2030 su energia e clima. \u00c8 la traduzione nazionale degli impegni europei nel quadro dell\u2019Accordo di Parigi.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Gli obiettivi sono:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Ridurre le <\/span><b>emissioni di CO2 del 55%<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> rispetto ai livelli del 1990.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Incentivare la<\/span><b> copertura delle rinnovabili sui consumi elettrici <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">del 39,4%.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Abbandonare l\u2019utilizzo del carbone.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per trasformare questi obiettivi in azioni concrete, il Governo adotta una serie di misure attuative. Eccone alcune:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><b>Conto Termico 3.0<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: incentivi gestiti dal GSE per sostituire vecchi impianti di riscaldamento con soluzioni efficienti e rinnovabili (pompe di calore, caldaie a biomassa, fotovoltaico termico).&nbsp;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><b>Transizione 5.0<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: sono crediti d\u2019imposta per le imprese che investono in tecnologie green e digitali per ridurre i consumi energetici.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><b>Contratti di Sviluppo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: sono agevolazioni per investimenti industriali in tecnologie pulite, dai pannelli fotovoltaici alle batterie.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Nel contesto dell\u2019attuazione del PNRR (altro piano europea per rilanciare l\u2019economia dopo il COVID-19), sono <\/span><b>stati istituiti finanziamenti dedicati<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> a biometano, agrivoltaico e Comunit\u00e0 Energetiche Rinnovabili, con scadenze operative tra il 2026 e il 2027.<\/span><\/li>\n<\/ul>[\/et_pb_accordion_item][\/et_pb_accordion][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"fonti-gas-serra\"><strong>Quali sono le fonti di gas serra in Italia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Il carbonio (CO2) rientra tra i cosiddetti <strong>gas serra,<\/strong> categoria di sostanze nocive che comprendono anche il <strong>metano <\/strong>(CH4), il <strong>protossido di azoto <\/strong>(N2O) e i <strong>gas fluorurati <\/strong>(come HFC, PFC e SF6).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quali sono le principali fonti di emissione? A darci questo dato \u00e8 il <a href=\"https:\/\/emissioni.sina.isprambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/ISPRA_emissioni_stime_trimestrali_2025.3.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">report ISPRA<\/a> aggiornato al 3\u00b0 trimestre del 2025:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/28451184\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><noscript><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/visualisation\/28451184\/thumbnail\" width=\"100%\" alt=\"visualization\" \/><\/noscript><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>A produrre una maggiore quantit\u00e0 di gas serra sono i <strong>trasporti <\/strong>(26%) e<strong> la produzione di<\/strong> <strong>energia <\/strong>(24%), in aumento per il maggiore ricorso al gas naturale (+1,2% rispetto al trimestre precedente). Il <strong>riscaldamento <\/strong>residenziale, invece, produce ben il <strong>19%<\/strong>. A seguire, abbiamo la produzione industriale non energetica (18%), i processi agricoli (8%) e lo smaltimento dei rifiuti (4%).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"warning-box\">Da questo quadro emerge il grande problema dell\u2019energia in Italia: la produzione di elettricit\u00e0 e il riscaldamento, per cui \u00e8 impiegato il gas naturale, costituiscono insieme il <strong>45%<\/strong> di tutte le emissioni.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-divi-layout\">[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_padding=&#8221;0px||0px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row disabled_on=&#8221;off|off|off&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; width=&#8221;100%&#8221; max_height=&#8221;1000px&#8221; custom_padding=&#8221;||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_toggle title=&#8221;Quanta energia consumiamo?&#8221; open_toggle_text_color=&#8221;#2D3748&#8243; open_toggle_background_color=&#8221;#F7F8FA&#8221; closed_toggle_text_color=&#8221;#2D3748&#8243; closed_toggle_background_color=&#8221;#f7f8fa&#8221; icon_color=&#8221;#2D3748&#8243; use_icon_font_size=&#8221;on&#8221; icon_font_size=&#8221;22px&#8221; open_icon_color=&#8221;#2D3748&#8243; open_use_icon_font_size=&#8221;on&#8221; open_icon_font_size=&#8221;22px&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; title_text_color=&#8221;#2D3748&#8243; title_font=&#8221;||||||||&#8221; title_font_size=&#8221;18px&#8221; title_line_height=&#8221;1.7em&#8221; closed_title_font=&#8221;||||||||&#8221; closed_title_font_size=&#8221;18px&#8221; body_font=&#8221;||||||||&#8221; body_text_color=&#8221;#2D3748&#8243; custom_padding=&#8221;||||false|false&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; body_font_size_tablet=&#8221;16px&#8221; body_font_size_phone=&#8221;16px&#8221; body_font_size_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; border_width_all=&#8221;0px&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sappiamo quanti gas serra produciamo, ma non quanta energia consumiamo: in questo caso nel computo rientra anche il <\/span><b>dispendio di energia proveniente da fonti rinnovabili<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Per quanto meno impattante, \u00e8 comunque una curiosit\u00e0 indicativa dell\u2019attenzione italiana all\u2019ambiente e agli sprechi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Negli ultimi cinque anni la domanda elettrica italiana ha attraversato fasi alterne, oscillando in una fascia compresa tra 305 e 312 TWh. Dopo la ripresa post-pandemia del 2021, il 2023 ha segnato un calo del 2,5% sul 2022.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il 2024 ha poi registrato un rimbalzo ulteriore (+2,2% rispetto all\u2019anno precedente), ma il 2025 ha subito corretto il tiro attestandosi a 311,3 TWh, <\/span><b>in lieve flessione dello 0,6%<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Come abbiamo detto, per\u00f2, consumi stabili non significa emissioni stabili. Il dato in TWh misura quanta elettricit\u00e0 si usa, ma le emissioni di CO2 dipendono da come la si produce. La vera partita della decarbonizzazione si gioca sulla sostituzione delle fonti fossili, non solo sulla riduzione della domanda.<\/span><\/p>[\/et_pb_toggle][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/div>\n\n\n\n<p>Il problema della produzione di energia da combustibili fossili, per\u00f2, non \u00e8 solo del pianeta \ud83d\udc47<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"dipendenza-gas\"><strong>Energia, perch\u00e9 dipendere dal gas \u00e8 un problema<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Come hai potuto capire gi\u00e0 dai dati sulle emissioni, il gas naturale \u00e8 ancora una fonte molto utilizzata in Italia per la produzione di energia e per il riscaldamento.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>Secondo il <\/em><a href=\"https:\/\/download.terna.it\/terna\/Terna_consumi_elettrici_2025_8de58da3b105b00.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><em>report di Terna sulla domanda elettrica nel 2025<\/em><\/a><em>, questa \u00e8 stata coperta per quasi la met\u00e0 (<\/em><strong><em>44%<\/em><\/strong><em>) dal gas naturale.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Rispetto ad altri stati europei, l\u2019Italia \u00e8 tra i primissimi posti per dipendenza dal gas:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list emoji_bullets emoji_hand_right\">\n<li>In<strong> Francia, il gas <\/strong>rappresenta circa il <strong>5%<\/strong> della domanda nazionale, grazie al massiccio contributo del nucleare.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>In <strong>Spagna<\/strong>, il gas compone il <strong>20%<\/strong>. Questa quota \u00e8 in progressiva diminuzione grazie a investimenti record nel rinnovabile, <strong>che nel 2026 sta coprendo fino al 60%<\/strong> del fabbisogno nazionale.<\/li>\n\n\n\n<li>La <strong>Germania <\/strong>ha un modo tutto suo per abbassare la dipendenza da gas (<strong>15%<\/strong> nel 2025): importa energia rinnovabile dall\u2019estero. Naturalmente, ci\u00f2 non abbassa la dipendenza dal gas naturale (41% del consumo totale tra elettricit\u00e0 e riscaldamento), ma le ragioni sono diverse: si tratta di un paese con temperature diverse dall\u2019Italia, che deve affrontare inverni pi\u00f9 rigidi.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Tra il problemi legati a un uso cos\u00ec esteso di gas naturale, oltre all\u2019impatto climatico, c\u2019\u00e8 anche la dipendenza da altri paesi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>Infatti, circa il <\/em><strong><em>95%<\/em><\/strong><em> del gas naturale utilizzato in Italia <\/em><strong><em>proviene dall\u2019estero<\/em><\/strong><em>, mentre la produzione interna copre meno del 5% del fabbisogno.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>In passato ha causato non pochi problemi: ne \u00e8 un esempio la crisi energetica del 2022, legata allo stop dell\u2019importazione del gas russo dopo lo scoppio del conflitto russo-ucraino. In quell\u2019occasione, il prezzo del gas \u00e8 schizzato a causa di questa scarsit\u00e0 e di conseguenza anche quello della luce.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche oggi, in modo pi\u00f9 contenuto, stiamo vivendo una situazione simile: ci\u00f2 accade perch\u00e9 l\u2019alta dipendenza espone l\u2019<strong>Italia alla volatilit\u00e0 dei prezzi globali<\/strong>. Ogni crisi geopolitica causa un aumento dei prezzi per problemi di approvvigionamento, a differenza di nazioni con mix energetici pi\u00f9 vari.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo elaborato un piccolo approfondimento sul conflitto in Medio-Oriente per spiegarti meglio cosa sta succedendo \ud83d\udc47<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-divi-layout\">[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_padding=&#8221;0px||0px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row disabled_on=&#8221;off|off|off&#8221; _builder_version=&#8221;4.24.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; width=&#8221;100%&#8221; max_height=&#8221;1000px&#8221; custom_padding=&#8221;||||false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_toggle title=&#8221;La dipendenza italiana dal gas e la crisi in Medio Oriente&#8221; open_toggle_text_color=&#8221;#2D3748&#8243; open_toggle_background_color=&#8221;#F7F8FA&#8221; closed_toggle_text_color=&#8221;#2D3748&#8243; closed_toggle_background_color=&#8221;#f7f8fa&#8221; icon_color=&#8221;#2D3748&#8243; use_icon_font_size=&#8221;on&#8221; icon_font_size=&#8221;22px&#8221; open_icon_color=&#8221;#2D3748&#8243; open_use_icon_font_size=&#8221;on&#8221; open_icon_font_size=&#8221;22px&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; title_text_color=&#8221;#2D3748&#8243; title_font=&#8221;||||||||&#8221; title_font_size=&#8221;18px&#8221; title_line_height=&#8221;1.7em&#8221; closed_title_font=&#8221;||||||||&#8221; closed_title_font_size=&#8221;18px&#8221; body_font=&#8221;||||||||&#8221; body_text_color=&#8221;#2D3748&#8243; custom_padding=&#8221;||||false|false&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; body_font_size_tablet=&#8221;16px&#8221; body_font_size_phone=&#8221;16px&#8221; body_font_size_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; border_width_all=&#8221;0px&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<p><span style=\"font-weight: 400;\">Se serviva una conferma della necessit\u00e0 di accelerare la transizione energetica verso le fonti rinnovabili, \u00e8 arrivata quest&#8217;anno, con le nuove tensioni internazionali: siamo ancora lontani da avere un&#8217;energia \u2013 almeno elettrica \u2013 pulita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I fatti sono noti: con la chiusura dello Stretto di Hormuz, e la riduzione delle importazioni di gas naturale dal Qatar, il <\/span><a href=\"https:\/\/www.switcho.it\/blog\/luce-gas\/psv-gas\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">PSV<\/a> <b>\u00e8 schizzato del 48%<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> da inizio marzo a inizio aprile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questo incremento ha avuto una diretta ripercussione sul <\/span><a href=\"https:\/\/www.switcho.it\/blog\/luce-gas\/pun-energia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\">PUN GME<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">, indice di prezzo della luce: poich\u00e9 <\/span><b>il gas rimane una delle fonti principali della produzione dell&#8217;energia elettrica<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, e al suo aumento corrisponde direttamente una crescita del prezzo della luce (<\/span><b>+19%<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> sul mese precedente).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il punto \u00e8 che l&#8217;Italia \u00e8 pi\u00f9 esposta degli altri grandi paesi europei. Rispetto a Francia (+5%) e Spagna (+6%), secondo un&#8217;analisi di Segugio riportata da <\/span><a href=\"https:\/\/www.affaritaliani.it\/economia\/guerra-in-iran-prezzi-di-luce-e-gas-sotto-pressione-in-italia-i-rincari-piu-alti-deuropa.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><span style=\"font-weight: 400;\">Affari Italiani<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">, le <strong>offerte a prezzo fisso dopo un mesesono gi\u00e0 aumentate del 46%<\/strong>.<br><\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> <\/span><br><span style=\"font-weight: 400;\">A tal proposito, le politiche europee esortano al perseguire il pi\u00f9 possibile l&#8217;indipendenza energetica, con un focus sulle rinnovabili per superare i problemi burocratici e incentivarne lo sfruttamento.<\/span><\/p>[\/et_pb_toggle][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/div>\n\n\n\n<p>Davanti a questi problemi, c\u2019\u00e8 un solo modo per invertire la tendenza: investire in fonti rinnovabili \ud83d\udc47<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"italia\"><strong>La sfida italiana della transizione energetica<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019Italia, grazie alla sua posizione geografica nel cuore del Mediterraneo e a una conformazione territoriale estremamente variegata, \u00e8 uno dei paesi europei con il maggiore potenziale per la produzione di energia da fonti rinnovabili. In particolare:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list emoji_bullets emoji_right_arrow\">\n<li>Il Centro-Nord, con l\u2019arco alpino e la catena appenninica, \u00e8 pi\u00f9 deputato alla produzione di <a href=\"https:\/\/www.switcho.it\/blog\/luce-gas\/energia-idroelettrica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>energia idroelettrica<\/strong><\/a>.<\/li>\n\n\n\n<li>Il Sud Italia, grazie all\u2019irradiazione solare pi\u00f9 elevata, \u00e8 perfetto per la <strong>produzione fotovoltaica<\/strong>.<\/li>\n\n\n\n<li>Le Isole e le regioni costiere del Sud (come Puglia, Campania e Basilicata) sono adatte per l\u2019<a href=\"https:\/\/www.switcho.it\/blog\/luce-gas\/energia-eolica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>energia eolica<\/strong><\/a> per la loro frequente ventilazione.<\/li>\n\n\n\n<li>La Toscana \u00e8 la regione dove si concentra di pi\u00f9 la produzione di <strong>energia geotermica<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>Nei fatti, per\u00f2, possiamo fare di meglio: secondo i <\/em><a href=\"https:\/\/www.terna.it\/it\/media\/comunicati-stampa\/dettaglio\/consumi-elettrici-2025\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><em>dati Terna<\/em><\/a><em>, lo scorso anno le fonti rinnovabili <\/em><strong><em>hanno coperto il 41% della domanda elettrica<\/em><\/strong><em>, una cifra inferiore rispetto al 42% del 2024.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Ma quali sono le fonti rinnovabili che coprono di pi\u00f9 questo 41%? Scopriamolo insieme \ud83d\udc47<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/28451172\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><noscript><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/visualisation\/28451172\/thumbnail\" width=\"100%\" alt=\"visualization\" \/><\/noscript><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"rinnovabil\"><strong>Rinnovabili: stato dell\u2019arte, problemi e soluzioni<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-divi-layout\">[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_padding=&#8221;2px||1px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; width=&#8221;99.9%&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_accordion open_toggle_text_color=&#8221;#2D3748&#8243; open_toggle_background_color=&#8221;#F7F8FA&#8221; closed_toggle_text_color=&#8221;#2D3748&#8243; closed_toggle_background_color=&#8221;#F7F8FA&#8221; toggle_icon=&#8221;\ue050||divi||400&#8243; icon_color=&#8221;#2D3748&#8243; use_icon_font_size=&#8221;on&#8221; icon_font_size=&#8221;22px&#8221; module_id=&#8221;custom-accordion&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; toggle_text_color=&#8221;#2D3748&#8243; body_text_color=&#8221;#2D3748&#8243; text_orientation=&#8221;left&#8221; custom_padding=&#8221;||||false|false&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; custom_css_toggle=&#8221;margin-bottom: 0 !important&#8221; border_width_all=&#8221;0px&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][et_pb_accordion_item title=&#8221;Scopri di pi\u00f9 sulle energie rinnovabili \ud83d\udc47&#8221; open=&#8221;off&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_accordion_item][et_pb_accordion_item title=&#8221;Energia idroelettrica&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; open=&#8221;off&#8221;]<p><span style=\"font-weight: 400;\">Prodotta soprattutto in Piemonte, Trentino-Alto Adige e Lombardia, l\u2019energia idroelettrica ha rappresentato per molti anni la<\/span><b> principale fonte rinnovabile in Italia<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, detenendo un primato che ha accompagnato a lungo lo sviluppo del sistema elettrico nazionale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Negli ultimi tempi, per\u00f2, la sua quota \u00e8 leggermente diminuita, mentre altre fonti pulite hanno registrato una crescita pi\u00f9 rapida: secondo i dati TERNA, <\/span><b>nel 2025 l\u2019Italia ha coperto il 12% circa della copertura della domanda energetica nazionale <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">(contro il 16% del 2024).&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il calo della produzione nel 2025 \u00e8 stato significativo: -21,2% rispetto al 2024. Le ragioni principali sono legate ai cambiamenti climatici:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">La riduzione delle <\/span><b>precipitazioni nevose <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">e la progressiva erosione dei ghiacciai stanno alterando i regimi idrici alpini.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">I <\/span><b>periodi di siccit\u00e0 sempre pi\u00f9 frequenti <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">abbassano il livello di riempimento dei serbatoi. Il bacino del Po, che da solo ospita il<\/span><b> 74%<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> degli impianti idroelettrici italiani, \u00e8 tra le aree pi\u00f9 colpite.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019<\/span><b>impatto ambientale<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: la realizzazione di dighe e bacini pu\u00f2 comportare disboscamenti, alterazioni del paesaggio e modifiche all\u2019ecosistema fluviale, soprattutto in zone dove l\u2019intervento umano \u00e8 pi\u00f9 invasivo.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nonostante questo, l\u2019idroelettrico resta una risorsa strategica: a differenza di solare ed eolico, \u00e8 una<\/span><b> fonte programmabile<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, capace di produrre energia quando serve davvero. Oggi l\u2019attenzione si concentra su interventi di miglioramento che consentano di valorizzarlo ulteriormente:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Si lavora sull\u2019<\/span><b>ammodernamento degli impianti esistenti<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, cos\u00ec da aumentarne l\u2019efficienza e ridurre le perdite energetiche.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Si sta sviluppando il<\/span><b> micro-idroelettrico<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, particolarmente utile nelle aree montane e nei piccoli corsi d\u2019acqua.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Si investe nella<b> gestione intelligente dei serbatoi<\/b><span>: l\u2019acqua pu\u00f2 essere accumulata in momenti di bassa richiesta e rilasciata quando i consumi aumentano, grazie anche agli impianti a pompaggio.<\/span><\/li>\n<\/ul>[\/et_pb_accordion_item][et_pb_accordion_item title=&#8221;Energia fotovoltaica&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; open=&#8221;off&#8221;]<p><span style=\"font-weight: 400\">Il fotovoltaico \u00e8 sempre pi\u00f9 diffuso anche nelle abitazioni italiane, dove gli impianti sui tetti hanno contribuito in modo decisivo alla crescita della produzione solare nazionale.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Nel 2025 il solare ha raggiunto un record storico di produzione: 44,3 TWh, in crescita del 25,1% rispetto al 2024, grazie a un miglioramento della capacit\u00e0 della rete elettrica e al maggiore irraggiamento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Secondo i dati Terna,<\/span><b> il fotovoltaico copre oggi il 14,2% della domanda elettrica nazionale<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> (era l\u201911,3% nel 2024).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Oltre a essere una delle soluzioni pi\u00f9 adottate per la produzione domestica di elettricit\u00e0, l\u2019<\/span><b>energia solare<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> si distingue per la sua grande versatilit\u00e0. \u00c8 utilizzata per alimentare sistemi di ricarica per veicoli elettrici, mezzi che integrano pannelli solari, satelliti e veicoli spaziali, oltre ad apparecchiature di uso quotidiano e edifici situati in aree isolate.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La distribuzione sul territorio, per\u00f2, non \u00e8 omogenea: per numero di impianti guidano <\/span><b>Lombardia<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, <\/span><b>Veneto <\/b><span style=\"font-weight: 400\">ed<\/span><b> Emilia-Romagna<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, mentre per potenza installata spicca la Puglia, che concentra la maggiore densit\u00e0 di impianti di media e grande taglia. Il Sud e le Isole, pur godendo dell\u2019irraggiamento solare tra i pi\u00f9 elevati d\u2019Europa, restano ancora indietro in termini di diffusione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Nonostante i numeri incoraggianti, il fotovoltaico non riesce ancora a esprimere tutto il suo potenziale. I principali ostacoli sono:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">La naturale \u201c<\/span><b>intermittenza<\/b><span style=\"font-weight: 400\">\u201d della fonte: il sole produce solo di giorno e con<\/span><b> rese variabili in base a stagione e meteo<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, rendendo indispensabili sistemi di accumulo che oggi sono ancora sottodimensionati rispetto alle necessit\u00e0 della rete.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019inadeguata diffusione <\/span><b>di sistemi di accumulo<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: le batterie, fondamentali per lo stoccaggio dell\u2019energia solare, sono prodotte al pi\u00f9 del 75% in Cina, i cui prezzi sono volatili e soggetti a dinamiche geopolitiche.&nbsp;&nbsp;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">La <\/span><b>burocrazia<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: iter autorizzativi complessi e una normativa frammentata tra Stato e Regioni rallentano l\u2019approvazione di nuovi progetti. Secondo Legambiente, quasi 7 su 10 restano bloccati.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019<\/span><b>inadeguatezza delle reti di trasmissione<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> da Sud a Nord, che non riescono a trasmettere tutta l\u2019energia rinnovabile prodotta nelle regioni meridionali. In alcuni momenti, alcuni impianti sono addirittura spenti o limitanti perch\u00e9 la rete non sostiene il volume di produzione.&nbsp;<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La riduzione degli incentivi fiscali (fine del Superbonus, chiusura dello Scambio sul Posto), che ha<\/span><b> frenato soprattutto il segmento residenziale<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: gli impianti sotto i 20 kW hanno segnato un calo del 30% nel 2025.<\/span><\/p>[\/et_pb_accordion_item][et_pb_accordion_item title=&#8221;Energia eolica&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; open=&#8221;off&#8221;]<p><span style=\"font-weight: 400\">Negli ultimi anni, l\u2019eolico si \u00e8 affermato come una delle tecnologie pi\u00f9 promettenti per ampliare la produzione pulita del Paese, grazie sia alle condizioni favorevoli presenti in diverse regioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Quando si parla di eolico, \u00e8 utile distinguere tra due tipologie principali:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400\"><b>Onshore <\/b><span style=\"font-weight: 400\">(a terra): sono i parchi eolici costruiti sulla terraferma, su colline, altopiani o lungo le coste, dove il vento soffia con intensit\u00e0 e costanza. Rappresentano<\/span><b> la quasi totalit\u00e0 degli impianti attivi in Italia<\/b><span style=\"font-weight: 400\">.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><b>Offshore <\/b><span style=\"font-weight: 400\">(in mare): le turbine vengono posizionate in mare, a qualche chilometro dalla costa, ancorate al fondale o montate su piattaforme galleggianti. In mare il vento \u00e8 pi\u00f9 forte e regolare, ma i costi e le complessit\u00e0 tecniche sono pi\u00f9 elevati.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Secondo i dati Terna, la produzione nel 2025 si \u00e8 attestata a circa 21,4 TWh (in lieve calo del 3,3% rispetto al 2024, per via di una minore ventosit\u00e0), coprendo il <\/span><b>6,9% della domanda elettrica nazionale.<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> La produzione \u00e8 molto concentrata: il <\/span><b>91%<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> si trova in sei regioni del Sud (Puglia, Sicilia, Campania, Basilicata, Calabria e Sardegna) dove le condizioni di vento sono pi\u00f9 costanti e intense.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Le prospettive future confermano una tendenza positiva. In Italia, la produzione complessiva derivante dal vento <\/span><b>potrebbe raddoppiare <\/b><span style=\"font-weight: 400\">nell\u2019arco di un decennio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Tuttavia, anche l\u2019eolico fatica a esprimere il suo pieno potenziale. I principali freni sono:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019<\/span><b>instabilit\u00e0 della fonte<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: il vento non soffia sempre, n\u00e9 ovunque con la stessa intensit\u00e0. La produzione pu\u00f2 quindi variare e richiede sistemi di accumulo o integrazione con altre fonti.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">La <\/span><b>burocrazia <\/b><span style=\"font-weight: 400\">e i<\/span><b> tempi autorizzativi<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: secondo ANEV, per ottenere l\u2019autorizzazione a costruire un parco eolico servono in media quasi 5 anni. Un tempo durante il quale la tecnologia stessa evolve, costringendo a riaggiornare i progetti;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019<\/span><b>impatto sul paesaggio<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> e la <\/span><b>rumorosit\u00e0<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: le pale eoliche possono deturpare zone panoramiche e produce infrasuoni che possono essere fastidiosi per chi ci vive intorno. Per questo, spesso i cittadini delle potenziali zone da sfruttare si oppongono all\u2019installazione delle pale.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">La <\/span><b>dipendenza dalla Cina per alcune parti delle turbine<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: otto dei dieci maggiori produttori mondiali di turbine sono cinesi. I produttori europei faticano a competere sui prezzi, ma affidarsi alla Cina pone rischi di sicurezza strategica. Si tratta di un<\/span><b>\u2019<\/b><span style=\"font-weight: 400\">impasse che frena le nuove installazioni.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">In particolare, l\u2019<\/span><b>eolico offshore<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> \u00e8 ancora fermo ai blocchi di partenza: l\u2019unico impianto in mare operativo in Italia \u00e8 a Taranto, entrato in funzione nel 2022 dopo 14 anni di attesa. Al Ministero risultano 93 progetti presentati, ma la quasi totalit\u00e0 resta bloccata tra valutazioni ambientali e ritardi normativi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Proprio l\u2019eolico offshore galleggiante rappresenta la grande opportunit\u00e0 futura: grazie alla posizione centrale dell\u2019Italia nel Mediterraneo e alla vastit\u00e0 delle sue acque territoriali, il potenziale \u00e8 enorme. <\/span><\/p>[\/et_pb_accordion_item][et_pb_accordion_item title=&#8221;Energia geotermica&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; open=&#8221;on&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019energia geotermica \u00e8 prodotta soprattutto in <\/span><b>Toscana<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, dove si trova Larderello, in provincia di Pisa, sede del primo esperimento al mondo di produzione di elettricit\u00e0 dal calore del sottosuolo.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ancora oggi l\u2019Italia resta un punto di riferimento internazionale in questo campo, con oltre 30 centrali attive nelle province di Pisa, Siena e Grosseto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La produzione di energia geotermica in Italia rappresenta una quota ridotta rispetto alle altre rinnovabili, circa l\u2019<\/span><b>1,7% della domanda elettrica nazionale <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">nel 2025.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il suo vantaggio principale \u00e8 che, a differenza di sole e vento, il calore della terra \u00e8 sempre disponibile: un impianto geotermico pu\u00f2 produrre fino a 8.000 ore l\u2019anno, contro le circa 2.000 dell\u2019eolico e le ore variabili del fotovoltaico. Questo la rende una fonte programmabile e stabile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nonostante questo, la geotermia in Italia fatica a superare questa quota di produzione. I principali ostacoli sono:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">I <\/span><b>costi iniziali<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> molto elevati: perforare il terreno e installare un impianto richiede grandi investimenti, con il rischio aggiuntivo di non trovare risorse adeguate in fase di esplorazione.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">La <\/span><b>burocrazia <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">e l\u2019<\/span><b>iter autorizzativo complesso<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: le risorse geotermiche sono classificate come risorse minerarie, con un percorso di permessi lungo e frammentato.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019<\/span><b>opposizione delle comunit\u00e0 locali<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: soprattutto nell\u2019area del monte Amiata, dove le centrali emettono livelli pi\u00f9 alti di CO\u2082 e ammoniaca, alcuni comitati di opposizione rallentano i nuovi progetti.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Gli <\/span><b>incentivi inferiori a quelli europei<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le prospettive future, per\u00f2, sono promettenti. Accanto alla geotermia tradizionale si sta sviluppando la <\/span><b>geotermia a bassa entalpia<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: in questo caso, il sottosuolo viene utilizzato come serbatoio termico per riscaldare e raffrescare gli edifici tramite pompe di calore, una soluzione applicabile su tutto il territorio nazionale e non solo in Toscana. <\/span><\/p>[\/et_pb_accordion_item][et_pb_accordion_item title=&#8221;Biomasse&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; open=&#8221;off&#8221;]<p><span style=\"font-weight: 400\">Le <\/span><b>biomasse <\/b><span style=\"font-weight: 400\">rappresentano una fonte di energia rinnovabile spesso con un ruolo tutt\u2019altro che marginale nel mix energetico italiano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Con il termine biomasse si intendono tutti quei materiali organici (scarti agricoli e forestali, residui dell\u2019industria agroalimentare, letame, rifiuti urbani biodegradabili) che possono essere trasformati in<\/span><b> energia elettrica, calore o biocarburanti<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> attraverso alcuni processi chimici.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">In Italia si contano oltre <\/span><b>2.500 impianti a biogas e biomassa<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, concentrati soprattutto nelle regioni agricole del Nord: Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna guidano la classifica, grazie alla grande disponibilit\u00e0 di scarti delle filiere zootecniche e agroalimentari. Nel 2025 le bioenergie hanno coperto circa il <\/span><b>5% della domanda elettrica nazionale<\/b><span style=\"font-weight: 400\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il grande vantaggio delle biomasse \u00e8 duplice: da un lato<\/span><b> trasformano rifiuti e scarti in energia <\/b><span style=\"font-weight: 400\">utile; dall\u2019altro, come la geotermia, offrono una produzione <\/span><b>costante e programmabile<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, non dipendente da sole o vento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Tuttavia, le biomasse sono anche la fonte rinnovabile pi\u00f9 dibattuta. I principali nodi critici sono:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">Le<\/span><b> emissioni<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> in fase di combustione: bruciare biomassa produce CO2. Le emissioni sono inferiori a quelle dei combustibili fossili, ma non sono nulle.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">Il <\/span><b>conflitto con l\u2019uso alimentare del suolo<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: le colture energetiche dedicate (come mais o colza) possono sottrarre terreni all\u2019agricoltura alimentare, con il rischio di far salire i prezzi del cibo.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">I<\/span><b> costi della filiera<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: raccolta, trasporto, essiccazione e lavorazione delle biomasse hanno un costo significativo, che incide sulla competitivit\u00e0 rispetto ad altre rinnovabili;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">Il <\/span><b>ritardo normativo<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: l\u2019Italia non ha ancora recepito la direttiva europea RED III sui criteri di sostenibilit\u00e0 delle biomasse, generando incertezza tra gli operatori e rallentando i nuovi investimenti.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Le prospettive future puntano soprattutto sul <\/span><b>biometano<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, una sostanza rinnovabile ottenuto dalla purificazione del biogas, che pu\u00f2 essere immesso direttamente nella rete del gas naturale in sostituzione del metano fossile. <\/span><\/p>[\/et_pb_accordion_item][\/et_pb_accordion][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"energia-casa\"><strong>Energia green in casa: riscaldamento, energia elettrica e altre scelte consapevoli<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Ridurre l\u2019impatto ambientale della propria abitazione non \u00e8 solo una questione etica, ma anche un\u2019opportunit\u00e0 concreta per tagliare i costi in bolletta. Oggi esistono diverse strade per rendere la propria casa pi\u00f9 sostenibile ed efficiente:<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-divi-layout\">[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_padding=&#8221;2px||1px|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; width=&#8221;99.9%&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_accordion open_toggle_text_color=&#8221;#2D3748&#8243; open_toggle_background_color=&#8221;#F7F8FA&#8221; closed_toggle_text_color=&#8221;#2D3748&#8243; closed_toggle_background_color=&#8221;#F7F8FA&#8221; toggle_icon=&#8221;\ue050||divi||400&#8243; icon_color=&#8221;#2D3748&#8243; use_icon_font_size=&#8221;on&#8221; icon_font_size=&#8221;22px&#8221; module_id=&#8221;custom-accordion&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; toggle_text_color=&#8221;#2D3748&#8243; body_text_color=&#8221;#2D3748&#8243; text_orientation=&#8221;left&#8221; custom_padding=&#8221;||||false|false&#8221; custom_css_toggle=&#8221;margin-bottom: 0 !important&#8221; border_width_all=&#8221;0px&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_accordion_item title=&#8221;Scopri di pi\u00f9 sulle soluzioni ecologiche per le tue forniture \u2b07\ufe0f&#8221; open=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_accordion_item][et_pb_accordion_item title=&#8221;Riscaldamento green &#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; open=&#8221;off&#8221;]<p><span style=\"font-weight: 400\">Abbiamo visto che il riscaldamento \u00e8 una delle principali cause di emissioni, ma non solo: secondo uno studio di Legambiente del 2021, il solo riscaldamento residenziale pesa il<\/span><b> 64% sulle emissioni di PM2,5 <\/b><span style=\"font-weight: 400\">e il 53% su quelle di PM10 (le cosiddette \u201cpolveri sottili\u201d).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Infatti, sar\u00e0 proibito produrre e commercializzare caldaie a gas a partire dal 2040, mentre gi\u00e0 dal 2025 non ci sono pi\u00f9 incentivi all\u2019acquisto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Chi desidera abbandonare le caldaie tradizionali a gas pu\u00f2 orientarsi verso tecnologie di riscaldamento a basso impatto ambientale. Eccole brevemente:<\/span><\/p>\n<p><b><\/b><\/p>\n<p><b>POMPA DI CALORE<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La pompa di calore aria-acqua sfrutta l\u2019energia termica presente nell\u2019aria esterna per riscaldare l\u2019acqua dell\u2019impianto domestico, eliminando completamente il consumo di gas.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00c8 la soluzione pi\u00f9 efficiente in assoluto, che prevede zero emissioni e consumi minimi di energia elettrica. Inoltre, funziona sia per il riscaldamento che per il raffrescamento.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Di contro, \u00e8 indicata particolarmente per:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">Chi ha un <\/span><b>sistema radiante (a pavimento\/a soffitto o parete) e non dotato di termosifoni<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: l\u2019acqua riscaldata dalla pompa di calore ha una temperatura massima di 55-60\u00b0C, mentre i termosifoni solitamente necessitano di una acqua riscaldata a 60-70\u00b0C.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">Chi vive in <\/span><b>zone dalle temperature non troppo rigide<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: se la temperatura esterna \u00e8 al di sotto degli 0-2\u00b0C, la resa della pompa di calore diminuisce. Per questo, un\u2019alternativa potrebbe essere un sistema ibrido, che prevede l\u2019attivazione intelligente di una caldaia a condensazione quando la pompa di calore smette di essere efficiente.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400\"><\/span><\/p>\n<p><b>RISCALDAMENTO A INFRAROSSI<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Si tratta di <\/span><b>pannelli alimentati elettricamente<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> che, una volta installati a parete, soffitto o pavimento, emettono raggi infrarossi a onda lunga capaci di riscaldare direttamente persone e oggetti presenti nella stanza, anzich\u00e9 l\u2019aria circostante.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Questo meccanismo garantisce una <\/span><b>distribuzione del calore uniforme<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> e un comfort percepito molto naturale. I consumi sono contenuti: un pannello alla massima potenza (circa 800 W) assorbe indicativamente 0,8 kWh per ora, e la bolletta del gas viene azzerata del tutto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\u00c8 un sistema di riscaldamento indicato per:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">Chi magari deve ristrutturare casa, perch\u00e9 i lavori di installazione possono risultare <\/span><b>invasivi e costosi<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, soprattutto se si opta per pannelli incassati nelle superfici.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">Chi <\/span><b>non ha una casa molto grande<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> o con numerosi mobili, che ostacolano la propagazione dei raggi.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><b>CALDAIA A BIOMASSA<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Le caldaie a biomassa bruciano combustibili organici come pellet, legna o cippato, garantendo un\u2019elevata efficienza grazie alla combustione lenta e progressiva.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Pur trattandosi di una caldaia a combustione,<\/span><b> le emissioni risultano meno dannose<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> rispetto ai combustibili fossili.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Specialmente se \u00e8 alimentata a legna, \u00e8 <\/span><b>consigliata per chi vive in abitazioni abbastanza isolate<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> o vicino a zone di grande produzione di legname. Inoltre, \u00e8 un sistema che richiede molta manutenzione ordinaria.<\/span><\/p>[\/et_pb_accordion_item][et_pb_accordion_item title=&#8221;Autoconsumo fotovoltaico&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; open=&#8221;off&#8221;]<p><span style=\"font-weight: 400\">Installare un impianto fotovoltaico<\/span><b> permette di autoprodurre parte dell\u2019energia elettrica necessaria in casa<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, riducendo la dipendenza dalla rete e abbassando la bolletta della luce.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Senza batterie di accumulo, l\u2019autoconsumo si attesta intorno al 30%, poich\u00e9 l\u2019energia viene prodotta di giorno ma i consumi domestici si concentrano soprattutto di sera.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">L\u2019aggiunta di un <\/span><b>sistema di accumulo<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> risolve questa disparit\u00e0 tra produzione e utilizzo, <\/span><b>portando la quota di autoconsumo tra l\u201980% e il 90%<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: l\u2019energia in eccesso viene immagazzinata durante il giorno e utilizzata nelle ore serali e notturne.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Pur avendo i suoi costi (tra i 5 e i 10.000 in base ai kWh scelti), si tratta di un investimento con un <\/span><b>orizzonte di vita di 25-30 anni<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, e sono disponibili agevolazioni fiscali come il Bonus Ristrutturazioni e il Reddito Energetico per le famiglie con ISEE pi\u00f9 basso.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">\ud83d\udca1 Abbinare il fotovoltaico con accumulo a una pompa di calore consente di creare un sistema integrato che pu\u00f2 ridurre drasticamente sia la bolletta elettrica sia quella del gas.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Se abiti al nord, conviene installare un impianto fotovoltaico domestico? Assolutamente s\u00ec. Anche se le regioni meridionali godono di un maggiore <\/span><b>irraggiamento dovuto alla latitudine<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, questo fattore pu\u00f2 essere<\/span> <span style=\"font-weight: 400\">\u201ccorretto\u201d da una giusta inclinazione dei pannelli quando vengono montati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Infatti, nel 2025 la Lombardia si \u00e8 collocata al terzo posto per nuova capacit\u00e0 fotovoltaica installata. Al primo posto, la Sicilia, seguita dal Lazio.<\/span><\/p>[\/et_pb_accordion_item][et_pb_accordion_item title=&#8221;Utenze ed elettrodomestici &#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; open=&#8221;off&#8221;]<p><span style=\"font-weight: 400\">Oltre alla scelta dell&#8217;impianto di riscaldamento o di installare un impianto fotovoltaico, anche gli elettrodomestici e le abitudini quotidiane fanno la differenza su consumi e impatto ambientale. Ecco gli accorgimenti pi\u00f9 efficaci:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400\"><b>Scegli elettrodomestici di classe energetica A<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: privilegiare elettrodomestici in classe A (o superiore, dove disponibile) per lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie e asciugatrici permette di consumare meno energia per lo stesso lavoro da svolgere. Il costo d&#8217;acquisto \u00e8 pi\u00f9 alto, ma si ammortizza nel tempo grazie ai consumi nettamente inferiori.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">Opta per un <\/span><b>piano cottura a induzione<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: elimina il consumo di gas in cucina, \u00e8 pi\u00f9 efficiente (scalda pi\u00f9 velocemente con meno dispersione) e pi\u00f9 sicuro. <\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\">Installa <b>dispositivi smart<\/b><span>: termostati intelligenti, prese smart e sensori di presenza consentono di monitorare e gestire i consumi in tempo reale, evitando sprechi da standby o da dispositivi dimenticati accesi. Alcuni sistemi permettono anche di programmare l&#8217;accensione degli elettrodomestici nelle fasce orarie pi\u00f9 convenienti.<\/span><\/li>\n<\/ul>[\/et_pb_accordion_item][et_pb_accordion_item title=&#8221;Offerte luce green &#8221; _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; open=&#8221;off&#8221;]<p><span style=\"font-weight: 400\">Per dare una mano al pianeta un\u2019opzione possibile \u00e8 sottoscrivere un\u2019offerta luce <\/span><b>proveniente da fonti rinnovabili<\/b><span style=\"font-weight: 400\">.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Per farlo, esistono sostanzialmente due strade.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La prima \u00e8 affidarsi alle <\/span><b>Garanzie d\u2019Origine (GO)<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, attestati rilasciati dal GSE che dimostrano che una certa quantit\u00e0 di energia \u00e8 stata prodotta da fonti rinnovabili. Tuttavia, le GO non garantiscono che l\u2019energia consumata in casa sia davvero rinnovabile: l\u2019elettricit\u00e0 immessa nella rete nazionale si mescola tutta insieme, indipendentemente dalla fonte.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Il fornitore acquista quindi le GO per mostrare sulla carta i kWh venduti, ma pu\u00f2 <\/span><b>comprarle da un produttore rinnovabile qualsiasi<\/b><span style=\"font-weight: 400\">, senza alcun legame con l\u2019energia che effettivamente fornisce. Si paga quindi un certificato, non necessariamente una fornitura realmente verde.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La seconda, pi\u00f9 concreta,<\/span><b> \u00e8 scegliere fornitori che producono direttamente energia rinnovabile<\/b><span style=\"font-weight: 400\"> o che investono nella costruzione di nuovi impianti. Per distinguerli basta verificare la <\/span><b>trasparenza sulle fonti di approvvigionamento<\/b><span style=\"font-weight: 400\">: un fornitore che gestisce impianti propri e comunica in modo chiaro dove e come produce l\u2019energia offre garanzie ben pi\u00f9 solide di chi si limita ad acquistare certificati GO sul mercato.<\/span><\/p>[\/et_pb_accordion_item][\/et_pb_accordion][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti parlano di transizione energetica ed energia pulita, ma a che punto siamo? E come procede la decarbonizzazione? 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